A difesa dell'individuo e della sua libertà
I risultati delle Europee ormai li conoscete, ed i commenti dei politologi affermati pure. Proviamo allora a ragionare su un dato che e' stato piu' tralasciato di altri, cioe' il ruolo che i sondaggi pre-elettorali hanno avuto in queste elezioni.
Berlusconi era certo di raggiungere il 40%, forse anche il 45%. Un risultato che certamente avrebbe avuto del clamoroso. La cosa curiosa e' che nelle edizioni passate i sondaggi commissionati privatamente da Berlusconi si erano sempre rivelati esatti. Se c'e' una cosa che il Cavaliere ha sempre saputo fare e' quella di annusare con precisione le posizioni degli elettori. Questa volta sembra aver fallito, e non di poco. Come mai? Sarebbe sciocco liquidare la faccenda come se fosse stata una battuta, come se quel 40% l'avesse solo buttato li' per fare impressione, dunque ci deve esssere una spiegazione piu' convincente, piu' razionale.
E' evidente che se le dichiarazioni di voto per il PdL arrivavano a superare il 40% ed i voti effettivi sono rimasti al 35%, molti in questo campo hanno poi cambiato idea. Come mai? Forse alcuni si sono astenuti (o hanno votato altri) perche' gli attacchi personali al premier hanno avuto qualche effetto, oppure perche' nauseati da una campagna elettorale dominata dal pettegolezzo e dai paparazzi (complice l'opposizione che ha soffiato sul fuoco, ma ancora di piu' chi il fuoco lo ha appicato, cioe' i giornalisti).
Una lettura piu' interessante e' quella che guarda all'influenza del sondaggio stesso sul voto reale.
In effetti, perche' il politico cita in campagna elettorale il sondaggio a lui favorevole? Perche' evidentemente spera nell'effetto trainante dello stesso dato positivo, cioe' punta sulla debolezza di chi ama sentirsi sul carro del vincitore. Questo ragionamento si basa sull'ipotesi che un sondaggio positivo, indipendentemente da quanto sia positivo, attiri nuovi voti. E se invece cio' fosse falso?
Posso immaginare due motivi per cui un sondaggio eccessivamente favorevole (vogliamo dire sopra il 40%?) alla fine scoraggi a mantenere la propria dichiarata intenzione di voto.
Primo, puoi pensare che chi ha gia' in tasca almeno il 40% delle preferenze non abbia anche bisogno del tuo voto. Dunque ti senti piu' libero di andare al mare a trovare la zia, oppure anche di votare quei simpatici di Pannella & Bonino.
Secondo, e piu' interessante. Forse a qualcuno puo' far paura chi ha gia' il 40% dei voti. Chi in Italia vorrebbe che una parte politica, anche la propria, avesse piu' del 40% delle preferenze? Forse non proprio tutti. Comincia ad essere una percentuali alta, che puo' far pensare ad un eccesso di potere. Forse alcuni tra gli intenzionati a votare PdL, dopo aver saputo che questo avrebbe potuto veleggiare sopra al 40% hanno avuto un po' paura. Paura di se' stessi. E hanno fatto finta di dimenticarsi di andare a votare.
Se questo fosse vero, vorrebbe dire che l'Italia non e' pronta per il bipartitismo, dove il 40% dei consensi e' la norma e non l'eccezione.
Vi pare un'ipotesi cosi' assurda?
Ditemi voi
GS
alle 13:43
ilgrilloparlerino
C'è un'altra spiegazione, Giglioli la sintetizza molto bene qui.
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/18/lettera-a-un-amico-di-destra/
E' esattamente la situazione che vivo da anni con un carissimo amico, ma è anche quello che mi sentirei di dire allo stesso GS, sulla cui buona fede mi sento di scommettere.
P.S. Pannella e Bonino meritavano sicuramente qualcosa di più, anche in questo disgraziato paese.
Regards