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Quali riforme?

Giovanni Sena avatar Martedì 26 Maggio 2009, 04:32 in Ideologia e liberismo di Giovanni Sena

Ha ragione la Marcegaglia (Presidente di Confindustria), ed ha torto Sacconi (Ministro del Welfare). La prima sostiene che crisi o non crisi, con la maggioranza ed il consenso che si ritrova, l'attuale Governo ha il dovere di attuare con forza le riforme necessarie ad ammodernare il Paese. Un'occasione da non perdere, a costo di forzare un po' la mano. Il Ministro Sacconi invece fino a qualche giorno fa sembrava sconsigliare certe riforme troppo contenziose. Esempi? Le pensioni, ovviamente. Piu' recentemente, pare invece che lo stesso Ministro si sia rimangiato il proprio pensiero, ed abbia considerato come percorribile il percorso per la riforma del sistema pensionistico. Meglio tardi che mai.

L'opposizione che dice? Le parole:

[...] La spesa sociale Italia e' pari circa ad un quarto del PIL, perfettamente nella media europea. Ma con un'anomalia. Il 90% se ne va in pensioni e sanita'. negli altri Paesi europei questa quota e' invece del 70%. Cio' significa che loro hanno il triplo delle nostre risorse da destinare al cosidetto welfare attivo.

sono di Enrico Letta. Forse che sia stato un errore eliminare lo scalone di Maroni?

Il Governo delle riforme, dunque. Gia'. Ma quali riforme? Pensioni, universita' (ricerca), pubblica amministrazione (PA), sanita', giustiza, istituzioni... la lista e' lunga. Praticamente tutto sarebbe da riformare e ammodernare in Italia, maovviamente bisogna avere delle priorita'.

Dunque?

Il Presidente del Consiglio da si' fiducia all'azione di Brunetta sulla PA, ma poi si perde dietro questioni minori e tecniche quali la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri, o il numero di Parlamentari. Difficili da digerire come priorita'.

Sono in molti oggi ad indicare proprio nella sanita' e nel sistema pensionistico tra le piu' urgenti riforme, per liberare risorse ed eliminare sprechi scandalosi e posizioni privilegiate. Queste sono pero' riforme pesanti, realmente rivoluzionarie, che certamente produrrebbero un momentaneo calo di consenso. Solo un Governo sicuro di se' e dalle spalle larghe potra' mai affronatre cio' di cui veramente abbiamo bisogno.

E' questo tale Governo?

Ditemi voi

GS

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3 commenti
3
13 Ott 2010
alle 17:11

cos

pienamente daccordo ,essendo un 55enne e x di più disoccupato con famiglia sul groppo con 39 anni di contributi versati che cazzo faccio? sono tutti dei ladri coloro che anno le mani nelle casse riempite da noi,vediamo se possiamo fare qualcosa tutti insieme ,questi politici non faranno niente di buono.ciao

2
10 Set 2010
alle 01:14

italianomiomalgrado

Non sarebbe il caso di fondare la repubblica sul merito? Prima ancora di apportare modifiche alla costituzione o contestualmente, bisognerebbe cambiare gran parte della classe politica e le principali istituzioni, magistratura, polizia, servizi segreti, insegnanti politicizzati, sindacati complici dei partiti politici, costruire  nuove carceri per ospitare bancari e finanzieri, e mettere fine alla strisciante guerra civile ancora in atto in atto, dopo sessantadue anni di pseudo costituzione. Che ci vuole? Basta andare a Lourdes !

1
05 Nov 2009
alle 21:36

moreno

siamo un gruppo di amici che hanno seguito, come sempre, gli interventi sulle riforme pensionistiche.Ecco su questo vorremmo esternare alcune riflessioni che ci sembrano molto equilibrate.Premesso che siamo un gruppo di lavoratori cosiddetti precoci, ora sulla cinquantina, e che hanno iniziato a lavorare in fabbrica o altro all’età di 15/16 anni, talvolta anche prima, e tutti sappiamo che a quell’età non si svolgevano certo lavori di concetto…. ci sentiamo ora come individui stanchi che stanno correndo con 100 kg. sulle spalle verso il traguardo stringendo i denti, ma quando lo hanno quasi raggiunto qualche “buontempone” lo sposta più lontano….E’ veramente demoralizzante, a volte viene voglia di lasciare cadere il peso a terra, sedersi ai margini della strada e mandare tutti a quel paese……Noi contiamo sul fatto che prevalga il buon senso nei nostri politici, perché tengano conto degli aspetti che di seguito riportiamo, in una lettera che abbiamo inviato a diverse testate giornalistiche (è stata anche pubblicata), a Governo.it ed alle diverse rappresentanze sindacali.Ecco il testo: Vorremmo chiedere ai nostri politici, in particolare a quelli addetti alla pianificazione del welfare, ed alle diverse rappresentanze sindacali, se hanno tenuto conto del fatto che, con la nuova riforma delle pensioni, quando la stessa arriverà a regime, la pubblica amministrazione e le aziende si troveranno con una marea di dipendenti cosiddetti anziani e poiché non si potrà assumere se questi non se ne andranno, non pensano che potrà esserci un disservizio per i cittadini, i grandi manager, i funzionari dirigenti e gli amministratori stessi che avranno a disposizione personale vecchio e magari dopo tanti anni anche demotivato? Certo gli ultra cinquantenni non sono aitanti come un ventenne o un trentenne o anche un quarantenne. Non pensano che sarebbero bastati i 35 anni di servizio lavorati seriamente per concedere il meritato riposo ad un lavoratore? Non credono che sarebbe necessario svecchiare la Pubblica Amministrazione? Come pensano di ovviare all'inconveniente rappresentato dai naturali acciacchi fisici che eventualmente dovessero presentarsi a causa dell'età? Ed ancora: non potrebbe essere che, sempre a causa dell'invecchiamento del personale in servizio, si andrà  contro tendenza ed invece del calo delle assenze per malattia, vi sarà un aumento fisiologico delle stesse? Questo ovviamente riferito a tutti i lavoratori, sia del pubblico che del privato. Per un lavoratore (privato o pubblico) che ad una certa età non sarà più aitante come in gioventù, e quindi meno redditizio dal punto di vista fisico, sono previsti cambi di mansione o incarichi meno gravosi? Non trovano ci sia incoerenza e totale contraddizione tra il pretendere un fisico scattante (non parliamo solo di poliziotti) o comunque molto attivo e redditizio sul lavoro, e nello stesso tempo ritardare sempre più l’accesso alla pensione? Purtroppo le lancette dell'orologio della vita non vanno a ritroso, per quanto i Ministri di turno si possano affannare per farlo. Oltretutto questa  tecnica renderà molto più difficoltoso l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, per cui si avranno giovanotti nel pieno delle forze che si troveranno per strada senza un occupazione, impossibilitati quindi a crearsi una famiglia o comunque un avvenire, mentre i loro padri ricurvi e stentati saranno ancora dopo tanti anni legati al mondo del lavoro, con l’inconveniente aggiunto inoltre, di una più  precaria sicurezza nelle varie mansioni svolte, dato che i cinquantenni ed oltre,  non hanno certo i riflessi dei lavoratori più giovani, e quindi più soggetti ad infortuni. Siamo veramente stanchi fisicamente ed intellettualmente, dopo una vita di sacrifici. Vi chiediamo fermamente come cittadini elettori ( che hanno il diritto in quanto tali di essere presi in considerazione dato che, come dite sempre anche voi, il popolo è sovrano) di non continuare a prendervi gioco di noi spostandoci in continuazione il traguardo pensionistico, (35 anni non erano pochi!! e volete continuare vergognosamente ad aumentarli!!) anche perché non vogliamo arrivare al punto di non essere più in grado di rendere come in gioventù: vorremmo fermarci prima!! Ne abbiamo il diritto, come hanno avuto tutti i lavoratori nati prima di noi, abbiamo la stessa dignità e vorremmo essere trattati allo stesso modo!!. Sarebbe un'umiliazione per noi, dopo una integerrima vita di lavoro, essere costretti a subire del lavativo o del fannullone perché non più operosi come nel passato; legati ai naturali cedimenti del fisico che invecchia e che ha dato tanto fin da adolescente. Quanto meno dobbiamo avere la possibilità, avendone la necessità, di ritirarci dal lavoro percependo una pensione proporzionata agli anni di lavoro prestati! Crediamo che le organizzazioni sindacali dovrebbero opporsi a queste continue riforme, sostenendo quello che alcuni buoni politici, attraverso note trasmissioni televisive, hanno suggerito come soluzione del problema alla mancanza di fondi e cioè l’ azzeramento dei privilegi scandalosi di cui godono diverse categorie, ad esempio: pensioni e stipendi d’oro, riconoscimenti pensionistici dopo soli 5 anni di legislatura, frodi finanziarie, paradisi ed evasioni fiscali, finanziamenti illeciti, appalti truccati ecc. ( e sono ancora tanti); così facendo si verrebbe a creare un sistema più giusto ed equilibrato, si potrebbe accedere alla pensione tutti un po’ prima ed il carico di mantenimento del sistema previdenziale sarebbe suddiviso in modo più equo. Purtroppo non si capisce il perché… ma quella via non la si vuole percorrere. Un'altra cosa che non capiamo, è che anche la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia chieda di ritardare l’uscita dal lavoro quando specialmente nel privato il datore di lavoro vuole personale efficiente e forte anche fisicamente, per cui pensiamo che gli industriali che la Marcegaglia rappresenta non siano poi così contenti delle sue affermazioni; cosa se ne faranno le aziende private (ed attualmente anche la Pubblica Amministrazione), di persone che non renderanno più come in gioventù? Speriamo non pensino di licenziarli una volta che non saranno più in grado di assolvere al meglio i loro compiti…… oppure è proprio questo che vogliono fare? Sarebbe un disastro sociale che provocherebbe una rivoluzione civile! Ma allora qual'é il vero obiettivo delle affermazioni della presidente Marcegaglia??!?!
E gli incentivi che un anziano non riuscirà a percepire proprio per i motivi sopra esposti? Infatti essendo meno redditizio, più passano gli anni meno un lavoratore potrà guadagnare di produttività, oltre naturalmente a diventare malvisto da dirigenti e colleghi. Aggiungiamo un pensiero anche per i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare quasi bambini, (15/16 anni, talvolta anche prima), e tutti sappiamo che a quell'età non si svolgevano certo lavori di concetto, per cui sono doppiamente stanchi, dato che invece di vivere la loro adolescenza come tutti gli altri, erano già al lavoro in fabbrica o altro, contribuendo all'espandersi economico della nazione, ed alla fine avranno più anni di lavoro sulle spalle rispetto chi ha iniziato a lavorare dopo. Purtroppo da quello che si vede negli spot televisivi, tutti si oppongono giustamente al lavoro minorile, ma negli altri stati e continenti....!! Per loro andrebbe prevista un’agevolazione come anche per i lavori usuranti. Non crediamo che tutti questi aspetti siano sfuggiti ai nostri Ministri e saremmo contenti di sapere cosa ne pensano sia loro che le diverse Organizzazioni Sindacali. Ci rendiamo conto che gli interrogativi nel presente commento sono tanti, ma purtroppo nessuno di essi ha una risposta ufficiale. Concludiamo aggiungendo un messaggio importante per coloro che chiedono continuamente l'innalzamento dell'età pensionabile: "cari politici, non siamo animali da soma, siamo uomini!! e dopo una vita di lavoro e fatiche uomini stanchi”!!  

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