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Santoro, la RAI e la liberta' di espressione

Giovanni Sena avatar Giovedì 16 Aprile 2009, 02:04 in Ideologia e liberismo, Vicende nazionali di Giovanni Sena

Non vi e' dubbio che la trasmissione di Santoro, Annozero, sia di parte. E' un programma costruito con il paranoico sospetto del complotto, con l'intossicante veleno dell'invidia, con la strisciante lamentela del benaltrismo. E' una rappresentazione partigiana dei fatti. E' il picco dell'antiberlusconismo, ancor prima che contro il Governo. E' opinione urticante, non giornalismo.

Deve per questo essere censurato? Certamente no. La liberta' di espressione va difesa, anche quando cio' che viene detto ci irrita e ci pare di cattivo gusto. Il punto semmai e' un altro.

Ci si puo' chiedere se sia giusto che Santoro e Travaglio usino denaro pubblico per sommergerci dei loro sospetti velenosi e opinioni partigiane (spesso e volentieri senza contraddittorio, come e' il caso del temino letto da Travaglio in una scenografia degna della Madonna di Pompei). Perche' Santoro ha uno spazio sulla RAI e, ad esempio, Feltri o Ferrara o Sansonetti no? Si tratta di giornalisti di professione, uno con in mano il megafono pubblico, gli altri no. In base a quale idea della liberta' di espressione?

Forse possiamo metterla in modo leggermente diverso. La RAI e' notoriamente lottizzata, ed alcuni partiti accedono allo strumento pubblico mentre altri no. Cosi' si fanno la propria trasmissione, o comunque appoggiano quella trasmissione simpatizzante con il proprio messaggio politico. E cosi' se Porta a Porta si ritrova negli argomenti del PdL, Ballaro' e' palesemente allineata con il pensiero del PD, mentre l'Annozero di Santoro rispecchia a pieno il vento giustizialista ed un po' qualunquista dell' IdV.

La liberta' di espressione resta fondamentale, pero' non si capisce perche' soldi pubblici debbano essere usati per assecondare la propaganda di alcuni partito e non di altri. Si potrebbe anche argomentare che sia giusto che lo Stato assicuri la diffusione di opinioni politiche di ogni tipo, come gia' avviene con i giornali di partito (pesantemente sovvenzionati da fondi pubblici). Seguendo pero' questo ragionamento, ogni partito politico dovrebbe avere un proprio megafono in RAI, non solo alcuni. Sai che bello se anche i Radicali avessero la propria trasmissione, oppure i Socialisti o la Lega, ad esempio.

Insomma, o tutti o nessuno, e siccome io sono liberale e preferisco la cacofonia delle opinioni al silenzio delle certezze, mi verrebbe da dire tutti.

E' ovvio che non si puo' soffocare il palinsesto RAI con una decina di programmi a sfondo politico. Si potrebbe pero' riempire il sito internet della RAI stessa con tali trasmissioni. Perche' allora non usare denaro pubblico (poco, mi immagino) per creare prodotti di informazione politica (dichiaratamente faziosa e irritante) su internet?

Il risultato sarebbe piu' accettabile dell'attuale situazione di primedonne ben selezionate da non si sa bene chi.

Ditemi voi

GS

25
25 commenti
25
12 Set 2009
alle 09:18

Associazione Società Libera

L’ITALIA HA BISOGNODI UN’INFORMAZIONE SERIA E CONSAPEVOLE  Gli aderenti all’Associazione italiana di cultura liberale “Societa’ Libera” manifestando a Strasburgo – 14 settembre ore 12 Pont du Wacken - vogliono richiamare l’attenzione sullo stato comatoso dell’informazione in Italia. Il nostro sistema informativo segue esclusivamente una pura logica di appartenenza politica, che vede i mezzi di comunicazione schierati acriticamente o a favore o contro il governo, a discapito dei diritti dei lettori. I conflitti di interesse tra politica, informazione ed economia squalificano in Italia il ruolo dell’informazione inteso come necessario strumento di libertà.In Italia non si pratica giornalismo di inchiesta.In Italia non si praticano approfondimenti sugli scenari internazionali.In Italia si tratta qualsiasi argomento riportandolo, sempre e comunque, a     favore o contro una parte politica.Finanziamenti pubblici all’editoria, precariato e controllo politico delle carriere hanno reso i giornalisti italiani politicamente dipendenti, con la conseguenza che completezza, qualità dell’informazione e professionalità hanno raggiunto livelli inaccettabili.Il grido di allarme, di chi come noi auspica l’affermazione di una società aperta e libera, è un atto di accusa verso il giornalismo italiano per la sua totale complicità, conformismo e sottomissione alla classe politica e ai potentati economici. Il nostro vuole essere anche un appello di sensibilizzazione degli organi rappresentativi  del giornalismo italiano ed europeo.  NO AL GIORNALISMO COME SOTTOPRODOTTO DELLA POLITICA SÌ ALL’ABOLIZIONE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI   Info: 333 2765308Dott.ssa Maria Perrone

24
14 Mag 2009
alle 17:02

Luca

il 90% della tv in mano alla maggioranza, ma se le poche volte che l'accendo sento sempre parlare male di loro, con esponenti di sinistra, giornalisti dipietristi ecc.

Mi dispiace il mio riso iniziale rimane, col massimo rispetto delle opinioni altrui.

23
14 Mag 2009
alle 17:00

Luca

 "il fatto è che le testate da te citate sono palesemente schierate e se parliamo di "spostare" voti allora non ne vedo l'efficacia dato ce mai nessun elettore pdl o anche udc si azzarderà a leggere l'unità o repubblica; nè, anche facendolo, cambierebbe la sua opinione in base a quanto letto...questi media svolgono un ruolo semplicemente di informazione di un target ben definito e non modificabile"

fd, ti rendi conto che questo discorso può essere fatto per quasi il 95% dei media, dalla sinistra alla destra.

E comunque i famosi indecisi leggono tutto, almeno io lo facevo, per formarsi un'idea, quindi a parte i media eccessivamente di parte tutto il resto è opinion making, secondo me.

Saluti

22
14 Mag 2009
alle 16:56

Luca

 "il fatto è che le testate da te citate sono palesemente schierate e se parliamo di "spostare" voti allora non ne vedo l'efficacia dato ce mai nessun elettore pdl o anche udc si azzarderà a leggere l'unità o repubblica; nè, anche facendolo, cambierebbe la sua opinione in base a quanto letto...questi media svolgono un ruolo semplicemente di informazione di un target ben definito e non modificabile"

fd, ti rendi conto che questo discorso può essere fatto per quasi il 95% dei media, dalla sinistra alla destra.

E comunque i famosi indecisi leggono tutto, almeno io lo facevo, per formarsi un'idea, quindi a parte i media eccessivamente di parte tutto il resto è opinion making, secondo me.

Saluti

21
23 Apr 2009
alle 14:17

fd

dimenticavo: in quanto alla rai parlaimo della sola rai3 che fà quanto? il 4% il 5% di share?? e sui personaggi pubblici, intellettuali torniamo al solito discorso: attraverso quale canale si esprimono e possono avere visibilità? sempre con la tv i primi (puoi citarmi anche 100 presentatori o opinionisti di sinistra ma se hanno tutti uno spazio esiguo, lottizzati nella stessa porzione di frequenze e di share il discorso non cambia), attraverso giornali e libri i secondi...e torniamo al discorso precedente sulla carta stampata; sulle case editrici nemmeno credo si possa parlare di impero dell'opposizione...le principali sono abbastanza equamente distribuite (mondadori, feltrinelli, einaudi)...

dunque io credo che parlare di una pari capacità di influenza dei media di sinistra o anche solo paragonabile rispetto a quelli di berlusconi sia una palese schiocchezza...senza contare che da una parte abbiamo canali "di sinistra" (che tradotto significa "delle sinistre", di varia natura e composte di varie anime anche in cotrasto tra loro e disposte ad indebolirsi l'un l'altra) dall'altro abbiamo canali della famiglia berlusconi: è un tantino diverso... concretamente vogliamo paragonare, in termini di quota sul totale utenti, il 5% della tv, sì e no il 30% dei periodici e forse il 60% dei quotidiani, al 90% (che già basterebbe da solo) della tv, a un 30% dei periodici e un 40% dei quotidiani... questa è quella che io chiamo uno squilibrio indegno

20
23 Apr 2009
alle 13:57

fd

"...veramente pensi che l'Unità, la Stampa, la Repubblica, in parte il Corriere, qualche Rai, svariati personaggi dello spettacolo e/o intellettuali non tocchino l'opinion making? "

 Ne sono convinto per due fondamentali motivi, uno quantitativo e uno qualitativo:

1) Nonostante l'esodo di utenti da te citato, sempre più nutrito, che dalla tv si sposta su altri media, stanco della sua obsolescenza, allo stato attuale la televisione resta lo strumento PREPONDERANTE di informazione per la grande maggioranza di italiani, dunque relegando l'influenza della carta stampata da te citata ad un ruolo a dir poco marginale nel'opinion making, sotto un profilo squisitamente numerico (basterebbe guardare alle vendite aggregate). In prospettiva poi magari le cose sono davvero in evoluzione ma tornando allo spostamento di utenti c'è anche da ricordare che esso interessa principalmente internet, un altro ambito in cui guarda caso accusiamo un altro pensate ritardo: dunque questo allargamento delle fonti resterebbe comunque "di nicchia" (principalmente under 40) o per lo meno parziale;

2) tralasciando il tuo elenco (francamente non credo che il corriere sia accostabile nemmeno lontanamente nè in parte all'area dell'opposizione, ma cmq il discorso nn cambia) il fatto è che le testate da te citate sono palesemente schierate e se parliamo di "spostare" voti allora non ne vedo l'efficacia dato ce mai nessun elettore pdl o anche udc si azzarderà a leggere l'unità o repubblica; nè, anche facendolo, cambierebbe la sua opinione in base a quanto letto...questi media svolgono un ruolo semplicemente di informazione di un target ben definito e non modificabile; o meglio, la scelta del giornale è variabile DIPENDENTE dell'orientamento politico e non viceversa (per lo meno per il modello di quotidiano che abbiamo noi in Italia, lo stesso discorso nn varrebbe per esempio per i quotidiani anglosassoni che (loro sì!) possono spostare voti data la mancanza di un orientamento pregiudiziale e la scelta di una posizione caso per caso, l'atteggiamento in parte adottato dal corriere).

ciao, ciao

19
23 Apr 2009
alle 11:40

Luca

fd, veramente pensi che l'Unità, la Stampa, la Repubblica, in parte il Corriere, qualche Rai, svariati personaggi dello spettacolo e/o intellettuali non tocchino l'opinion making?     Con questo non voglio certo difendere la maggioranza, che non stimo più di tanto, ma che ritengo il meno peggio del nostro panorama politico.

Quello che volevo dire con il precedente messaggio è che l'indignazione per l'eccessiva potenza mediatica di una parte politica dovrebbe rivolgersi anche all'eccessiva potenza mediatica dell'altra parte politica, per questo il mio riso.

Per quanto riguarda il discorso sull'eccessiva influenza della tv nella forma mentis dei cittadini non posso fare altro che quotare, ma più passa il tempo, più incontro persone che stufe della trita e ritrita e superficiale televisione smettono semplicemente e intelligentemente di guardarla. E si tratta di persone che appartengono a entrambi gli schieramenti politici.

Saluti

   

18
22 Apr 2009
alle 21:18

fd

Mi scuso per la ripetizione...

Un'ultima cosa: mi pare che questa storia dei soldi pubblici sia un bell'escamotage per nn afrontare un'altra questione. Mi spiego: se per ipotesi qualcuno osa ventilare l'ipotesi di censurare Santoro o chi per lui (Biagi, Luttazzi, Vauro) perchè "fazioso" e ammesso che lo si possa dimostrare inconfutabilmente, allora io rispondo volutamente ingenuamente che allora anche Fede (che di dimostrazioni di faziosità non a certo bisogno) dovrebbe sparire. E no! Fede che centra? E' tv privata, il proprietario fà ciò che vuole! Non li paghiamo noi! 

E questa dovrebbe essere una risposta? COsa ce ne frega da dove provengano i soldi se si parla di equilibrio dei media? sarebbe come dire che se ho abbastanza soldi sono legittimato a competere in maniera sleale con l'aiuto di media faziosi, tanto li pago io??? qui si parla di un Bene più alto, l'informazione, che non è mercificabile per la sua peculiare strategicità, tanto è vero che tutte le tv, private e non, debbono rispettare alcune regole valide per tutti come la par condicio! è sufficiente? direi di no: no se ogni tono fazioso sulla rai deve sollevare un caso mentre nelle reti private si può fare la peggiore propaganda essendovi giustificati per il solo fatto di non gravare sui pubblici bilanci... "i soldi pubblici"... un bell'escamotage ma...che cazzo centrano con la libertà d'informazione? allora se nn avessimo tv pubblica (come in molti paesi) gli imprenditori delle tv se malauguratamente allo stesso modo orientati, potrebbero impartirci la realtà che vorrebbero?

quando nn vedrò piu fede e i tanti altri come lui proliferare qui e là riuscirò ad indignarmi per santoro&co... fino a quel momento continuerò a ritenere queste dispute abbastanza ipocrite

17
22 Apr 2009
alle 21:01

fd

Caro Luca, finchè ci saranno persone come te a cui suscita addirittura una risata la sfacciata preponderanza mediatica che in Italia orienta l'opinione pubblica (anche se definirla così è già di per sè un complimento) continueremo a meritarci questo sistema malato.

Da come parli dei media accostabili all'area dell'opposizione ("impero mediatico" fà quasi tenerezza, mi scuserai) evidentemente non conosci o fai finta di non conoscere un piccolissimo dettaglio che Berlusconi per primo capì e che per questo si impegnò, ahinoi, a perpetuare: per gli italiani la fonte di informazione schiacciante nel processo di "opinion making" è la televisione (storica la citazione "se non passa in tv allora non esiste"). Ora, naturalmente con le dovute cautele parlando di astrazioni, generalizzazioni suggerite da analisi di mercato, si può dire che, prendendo come riferimento gli europei, siamo un popolo di semianalfabeti o poco più...

So bene che non è carino nn citare la fonte ma si tratta di sondaggi abbastanza clamorosi che sono certo nn avrete difficoltà a reperire, che io non dimentico da quando ne lessi qualche anno fà... Siamo in fondo a tutte le classifiche per consumo di libri e/o quotidiani, anche se non si direbbe dalla florida sopravvivenza dei tanti giornali schierati...ebbene sì e, vergogna delle vergogne, lessi anche un'abominevole statistica che parlava del 60% degli italiani che avrebbe difficoltà anche a leggere e capire fino in fondo un articolo di giornale...

Ora, non voglio essere esterofilo, catasrtofista o peggio classista ma, basandosi su queste cifre che ricordo provenire da una fonte credibile, si può affermare che in Italia se detieni le tv sul serio sposti l'opinione come vuoi e da noi qualcuno ne controlla a vario titolo il 90%....il resto sono favole...se vi piace pensare davvero che l'unità o l'espresso possano spostare voti è un insulto all'umana intelligenza: ripensateci!

Per il resto, su Santoro, la penso come fperson, la differrenza si fà tra schiavi e liberi... cattivo gusto? inopportunità? faziosità? benissimo, è un giudizio soggettivo ma che spetta ad ognuno di noi utenti e nel quale risiede proprio la nostra libertà....a me infatti per esempio non ha dato la stessa impressione ma è solo la mia trascurabile opinione che penso per un milione di motivi che ora nn potrei spiegare qui... il giorno che sceglieranno per noi cosa è cattivo gusto e cosa non lo  (cioè la strada sulla quale ci avviamo) sarà l'inizio della fine...

buonasera

16
20 Apr 2009
alle 16:52

Marco

L'on. melchiorre ha lasciato il Pdl nel luglio 2008 ed a oggi è una dei maggiori contestatori del premier e della lega

15
20 Apr 2009
alle 11:41

Luca

mi fa ridere quando si insinua che il potere mediatico del premier orienta le opinioni degli italiani e ci si dimentica dell'impero mediatico dell'opposizione, con giornalisti, reti, tanti quotidiani e tantissimi siti web.

14
19 Apr 2009
alle 21:35

Fabio

Saranno pure dichiarazioni intelligenti, ma se non ho capito male l`on. Melchiorri sta, quanto meno, dalla parte sbagliata (cioe` col Premier&co) rispetto alle sue dichiarazioni (forse perche` e` liberal democratica?).

Del resto anche Fini si e` messo a fare dichiarazioni che vanno nello stesso senso dell`opposizione (accorpamento elezioni-referendum, prima ancora sul "decreto eutanasia"). Non vorra` mica cambiare sponda (politica) anche lui?

13
19 Apr 2009
alle 18:17

Marco

ecco dichiarazioni intelligenti sul caso santoro da parte di un politico:

“Piena solidarietà ad Annozero, si vuole imbavagliare la libera informazione. Negli ultimi giorni l’attenzione dei media è stata dirottata ad arte per colpire esclusivamente l’opinione di un singolo giornalista, Michele Santoro, e non su quella che continua ad essere una gigantesca anomalia italiana che vede un Premier proprietario di tre televisioni nazionali e di un impero mediatico fatto di quotidiani, periodici e siti web che ogni giorno orientano le opinioni degli italiani”. E’ questa l’opinione di Daniela Melchiorre, deputato e presidente dei Liberal Democratici, in merito alle polemiche sulla puntata di Annozero che ha causato la sospensione del vignettista Vauro. 

12
17 Apr 2009
alle 11:21

fperson

Non è mia intenzione fare polemiche. Trovo legittimo che qualcuno consideri paranoico Santoro a patto che si sforzi di spiegarmi dove sta  la paranoia. Così come trovo legittimo che qualcuno consideri l'"insetto" (a proposito il 99% degli Italiani ha capito esattamente chi si nasconde dietro a questa poco elegante metafora) un leccaculo purchè porti degli esempi in grado di supportare tale offensivo giudizio. In caso contrario si tratta veramente di "insulti sparati a caso".

Tralasciando le polemiche e andando ai discorsi seri: il grande problema non è l'informazione faziosa (sia benedetta visto che nei regimi non esiste), ma la non informazione. Non ha senso distinguere tra giornalisti di destra e giornalisti di sinistra; ma tra giornalisti liberi e giornalisti servi. I giornalisti americani si considerano i cani da guardia della democrazia. Esattamente quello che io mi aspetto da chi ha la responsabilità di informare.

11
17 Apr 2009
alle 00:40

GG

Paragone non fa paura. fa semplicemente meno ascolti perchè il suo target ha la concorrenza ideologica delle tv private mentre il target di Santoro ha il "monopolio" ideologico di quel target. E infatti lui (come Luttazzi, d'altronde) ascolti ne fa a iosa.

 

Quando al posto suo misero Socci, Socci fece ridere i polli.

10
16 Apr 2009
alle 22:38

GS

@fperson.
Non fare finta di non capire, per puro spirito polemico. Io dell'intervento di Cesco non ho proprio capito nulla: chi e' l'"insetto"? Chi e' la "ciabatta"? Andiamo...

Quello che io ho scritto su Annozero e' cio' che penso. Come lo vuoi chiamare se non "giudizio soggettivo"? Come fai a dimostrare che sia "paranoico, soffocante e benaltrista"? Me lo dici tu?

9
16 Apr 2009
alle 22:24

fperson

gs mi risponde "Il mio non voleva essere un teorema, semmai un mio giudizio soggettivo (dunque dimostrato nel momento in cui ad enunciarlo  sono io stesso)".  A Cesco risponde "Qui siamo abituati ai contenuti, non agli insulti sparati a caso." . La stessa merce è definita da una parte giudizi soggettivi, dall'altra insulti sparati a casa . Si potrebbe anche invertire la conclusione : Da una parte insulti sparati a caso, dall'altra giudizi soggettivi. 

8
16 Apr 2009
alle 19:03

GS

@Marco.
Concordo, censurare le vignette non e' la risposta. Vauro dovrebbe vergognarsi del proprio cattivo gusto, ma e' tutta m. che ricade su di lui. Non c'e' bisogno di censura.

7
16 Apr 2009
alle 19:01

GS

@fperson.
Il mio non voleva essere un teorema, semmai un mio giudizio soggettivo (dunque dimostrato nel momento in cui ad enunciarlo  sono io stesso) sulla trasmissione di Santoro. La trovo cosi' come l'ho descritta, "paranoica, intossicante e benaltrista".

6
16 Apr 2009
alle 18:55

GS

@GG.
Gia', la trasmissione di Paragone su Rai2: "Malpensa, Italia".
L'hanno chiusa dopo solo sei puntate e guarda caso non e' mai stata trasmessa da Rai-International (fondamentale per diffondere le varie opinioni politiche Italiane all'estero), ne' appare nel super-tecnologico sito Rai.TV

Le idee di Paragone fanno piu' apura di quelle di Santoro?

5
16 Apr 2009
alle 18:45

GS

@Cesco.
Mi dispiace dirtelo, ma del tuo intevento non si capisce nulla. Qui siamo abituati ai contenuti, non agli insulti sparati a caso.
Ci vuoi riprovare? Grazie.

4
16 Apr 2009
alle 18:06

Marco

Il bello è che il PDL continua a definirsi un partito liberale. Scusate ma dove sta il liberismo nel censurare un vignettista satirico?

Se questi sono i liberali del nostro paese viva la melchiorre e i liberal democratici.

3
16 Apr 2009
alle 14:07

GG

la Lega il suo spazio ce l'ha: ha il TG2 e, recentemente, ha anche un Talkshow gestito da Paragone...

2
16 Apr 2009
alle 10:39

fperson

Un'informazione libera è l'insieme di tante voci faziose e di segno opposto. Fazioso è Santoro come è fazioso Ferrara (con la differenza che il primo è sempre stato sè stesso, il secondo è stato comunista e liberista, mangiapreti e papista). L'informazione faziosa non mi preoccupa, l'importante è che gli utenti possano scegliere. Mi preoccupa la non informazione. 

Un esempio recentissimo. Il titolo Mediaset ha problemi, come molte altre società quotate. C'è il rischio di un'opa ostile. Nel recente decreto-incentivi hanno infilato dei provvedimenti ad hoc "strumenti di difesa del controllo azionario delle società da manovre speculative" . Nessun telegiornale ne ha accennato. Da liberista ne sono scandalizzato. Qualcuno mi bollerà di anti-berlusconismo. Sono io anti-berlusconiano o è Berlusconi anti-liberale ?  

Per formazione culturale g.s. dovrebbe convenire che i teoremi vanno dimostrati. Quando parla di "paranoico sospetto del complotto, con l'intossicante veleno dell'invidia, con la strisciante lamentela del benaltrismo." o di "vento giustizialista " enuncia dei teoremi e non cerca nemmeno di darne uno straccio di dimostrazione.

ps trovo ottima la proposta che la RAI possa usare internet per la creazione di prodotti di informazione politica.

1
16 Apr 2009
alle 06:37

cesco

Con i soldi di chi l'insetto leca il culo tutta la setimana al berluska?

con i soldi di chi quella ciabatta(non so il nome) con la via crucis

attorno il collo la domenica lecca il culo al berluska?

 

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