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La contraddizione del nuovo PdL

Giovanni Sena avatar Giovedì 2 Aprile 2009, 03:57 in Centrodestra di Giovanni Sena

Tra i vari concetti ripetuti da Berlusconi al congresso fondatore del PdL ve se ne sono due in palese contraddizione.

Da una parte il Cavaliere sostiene che l'idea originaria di una rivoluzione liberale e' sempre intatta, e che questa e' anzi la missione del Popolo delle Liberta'. Parla di rivoluzione moderata, borghese, e dichiaratamente liberale.

Fin qui tutto bene, e nemmeno troppo sorprendente visto che sono le stesse parole pronunciate nel 1994. Poi pero' dice una cosa che suona quantomeno improbabile quando associata all'idea di una rivoluzione liberale: il PdL e' aperto al contributo di tutti, dai democristiani ai socialisti, punta ad un consenso vastissimo, addirittura al 51%.

Mi permetto di dire che non e' con i democristiani o con i socialisti che una vera rivoluzione liberale sara' possibile in Italia. La contraddizione nasce nel voler mettere insieme due traguardi tra loro incompatibili: uno stravologimento della societa' Italiana in senso nettamente liberale, ed un consenso del 51%.

L'Italia oggi non e' un Paese liberale, per questo necessita di una vera rivoluzione. Gli Italiani sono oggi in gran parte estranei alla concezione liberale della societa'. La maggioranza degli Italiani non si e' ancora risvegliata dal torpore dello statalismo, dell'assistenzialismo, dal clientelismo. Non crede nella meritocrazia, nel primato dell'individuo, nelle uguali opportunita'. 

Una rivoluzione e' tale in quanto strappo, anche brusco, col passato. Non e' roba da 51% della popolazione, da consenso oceanico. Ancor meno se sitratta di una rivoluzione liberale in Italia. Una rivoluzione liberale, oggi in Italia, la si puo' fare solo accelerando il passo, con il rischio di perdere un poco di consenso nel breve periodo. Si tratta di calpestare molti piedi, di scontrarsi con i mille privilegi delle corporazioni, delle categorie organizzate contro l'individuo.

Berlusconi decida. Vuole il consenso oceanico (fine a se' stesso) o vuole una vera trasformazione della societa'?

Purtroppo la sensazione e' che il Cavaliere abbia gia' deciso.

Ditemi voi

GS

7
7 commenti
7
26 Apr 2009
alle 15:26

Marco

In italia purtroppo non c'è più spazio per noi liberali

http://www.ldconmelchiorre.it/index.php

6
15 Apr 2009
alle 22:13

fperson

Il titolo Mediaset è passato dal 31/12/2007 da 9,3 a 3,5. C'era il rischio di un'opa ostile. E puntuale come un orologio nel calderone del decreto-incentivi hanno infilato delle norme ad hoc, norme che prevedono "strumenti di difesa del controllo azionario delle società da manovre speculative" .  Questo linguaggio ("manovre speculative") e questi provvedimenti marxisti-leninisti sono la dimostrazione che esiste la più totale incompatibilità tra Berlusconi ed il pensiero liberale. Posso accettare che qualcuno consideri Berlusconi il più grande statista dell'ultimo millennio, che sia eletto Papa,  ma  non sopporto che lo si  consideri un liberale. La sua concezione della libertà non è certo quella di Einaudi, ma quella di Al Capone (farsi sempre e comunque i .azzi propri).

5
15 Apr 2009
alle 19:53

Marco

Mi fa ridere berlusconi quando si autodefinisce partito liberale. Sappiamo tutti che gli unici liberali che erano nel suo partito se ne sono andati e adesso stanno nel PL di Daniela Melchiorre

4
15 Apr 2009
alle 19:51

Marco

Mi fa ridere berlusconi quando si autodefinisce partito liberale. Sappiamo tutti che gli unici liberali che erano nel suo partito se ne sono andati e adesso stanno nel PL di Daniela Melchiorre

3
10 Apr 2009
alle 00:12

Lenny

L'unica cosa che interessa a berlusconi è l'impunità, non una fantomatica "rivoluzione liberale", e se per puro caso gli interessasse davvero, sarebbe comunque secondaria rispetto all'impunità. Nient'altro.

2
02 Apr 2009
alle 23:02

pixidust

Adesso Berlusconi vuole imitare Veltroni ("X ma anche non X")... siamo messi bene! 

 

 

1
02 Apr 2009
alle 10:51

fperson

Sacconi ha definito il nuovo partito come il punto d'incontro dei cattolici e dei laici, del  liberalesimo  e del solidarismo sociale. Non mi sembra il programma di un partito liberale. Assomiglia al  target di un partito unico. Questo obiettivo freudianamente traspare quando i suoi fondatori lo definiscono il partito degli Italiani.

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