A difesa dell'individuo e della sua libertà
Per la festa della liberazione, Berlusconi ha stupito un po' tutti, alleati compresi.
Un Cavaliere direi inedito, molto moderato, apparentemente al di sopra delle parti. Pronuncia un discorso di spessore politico, di lungimiranza storica. Non un'arringa da comizio, non un'affabulazione da venditore quale e' sempre accusato di essere, ma un vero e proprio intervento istituzionale:
[...] La Resistenza è - con il Risorgimento - uno dei valori fondanti della nostra nazione, un ritorno alla tradizione di libertà.
[...] tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde, per combattere insieme. I comunisti e i cattolici, i socialisti e i liberali, gli azionisti e i monarchici, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la loro parte, una grande pagina della nostra storia. Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà.
[...] Benché frutto evidente di compromessi, la Costituzione repubblicana riuscì a conseguire due obiettivi nobili e fondamentali: garantire la libertà e creare le condizioni per uno sviluppo democratico del Paese.
[...] il compito di tutti, è quello di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario. Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti.
La mia impressione e' che quello pronunciato Sabato sia stato il piu' importante discorso politico di Berlusconi, forse secondo solo a quello della sua fatidica discesa in campo del 1994.
Le letture sono multiple.
La piu' ottimista e' che Berlusconi abbia annusato i tempi maturi per una reale riconciliazione tra le due anime contrapposte del Paese. Un sincero tentativo di riavvicinamento tra le parti, quantomeno sotto il punto di vista della Storia comune.
Un'interpretazione piu' cinica e' che stia cercando di trasformare la festa della liberazione in festa della liberta', da evolvere poi in festa del popolo delle liberta'. Una semplice appropriazione di una data simbolica da inserire nel proprio schema politico, al tempo stesso sottraendola all'arsenale ideologico dell'avversario. Plausibile, come supportato da un passaggio chiave del discorso:
[...] Noi abbiamo sempre respinto la tesi che il nostro avversario fosse il nostro nemico. Ce lo imponeva e ce lo impone la nostra religione della libertà. Con lo stesso spirito sono convinto che siano maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà, e possa togliere a questa ricorrenza il carattere di contrapposizione che la cultura rivoluzionaria le ha dato e che ancora “divide” piuttosto che “unire”.
Azzardo pero' una terza interpretazione, forse piu' messianica. Berlusconi Sabato e' sceso in campo come prossimo candidato alla piu' alta carica istituzionale del nostro Paese. Berlusconi ha cominciato la scalata alla Presidenza della Repubblica. Le parole usate sono quelle da padre della Patria, da custode della Storia comune e garante della pace sociale.
E' evidente che a molti verra' la pelle d'oca al solo pensiero. Ricordo pero' che fino ad oggi mai Berlusconi ha fallito nella realizzazione di un proprio progetto strategico, dall'edilizia, alle telecomunicazioni, alla politica.
Berlusconi ha cambiato marcia, e sara' difficile fermarlo.
Ditemi voi
GS
Hai ragione letizia anche se viviamo purtroppo in uno dei paesi più illiberali d'europa
Concordo in pieno con l'articolo. Mi fa piacere vedere che lo spirito liberale è ancora presente in Italia
http://www.ldconmelchiorre.it/
Anch'io ho avuto la tua stessa impressione. Solo un appunto: non sarà un po' troppo presto? Soprattutto per l'elezione a presidente della Repubblica, in cui fare un nome, molto spesso, equivale a bruciarlo.
alle 14:23
GS
Letizia, per curiosita', ci spieghi il tuo link con il sito elettorale della Melchiorre?
Grazie
GS