A difesa dell'individuo e della sua libertà
Il Ministro dell'Istruzione e dell'Universita', Mariastella Gelmini, ha una visione un po' dirigista e limitata della ricerca scientifica. A leggere alcune sue recenti dichiarazioni, il Minstro appare una persona lontana dal cogliere le vere potenzialita' di una ricerca libera e indipendente. Sembra di intravedere un affannoso desiderio di invenzioni da mettere in produzione domani, piuttosto che di scoperte con cui rivoluzionare la conoscenza di dopodomani.
La Gelmini parla di "programmazione della ricerca", di "piccoli progetti inutili ed eliminabili", di "progetti finalizzati, allo scopo di creare un ponte tra ricerca pubblica e privata, fornendo a quest'ultima occasione di nuovi brevetti".
Un pericoloso appiattimento su una ricerca programmata dallo Stato, direi quasi degna di una pianificazione quinquennale d'altri tempi. Ecco il progetto del Ministro:
[...] Voglio arrivare ad un progetto ricerca Paese in cui si concentrano gli interessi tenendo conto delle esigenze della realta' industriale dove i giovani troveranno lavoro.
Ora, io capisco che la Gelmini venga da una storia personale molto lontana dalla ricerca scientifica praticata, pero' qualcuno dovrebbe spiegarle che la scienza non puo' essere riconducibile ad una fabbrica di posti di lavoro.
Un Paese moderno non investe nella ricerca con lo scopo di impiegare qualche disoccupato in piu'. Andando piu' in la', la ricerca non puo' essere concepita solo come produttrice di brevetti, cancellando con un gesto quell'enorme bacino di creativita' e inestimabile contributo alla conoscenza umana che e' la cosidetta ricerca di base, non applicata.
Questo non per il gusto snobistico di chi non vuole sentire parlare di trivelle o frigoriferi, ma semplicemente perche' non si puo' prevedere da quali aspetti della nostra conoscenza arriveranno le nuove trivelle o frigoriferi. Non si puo' prevedere, e non si puo' programmare.
La ricerca, perche' sia fatta bene e dia quei risultati strabilianti che hanno portato Homo Sapiens dove e' oggi, deve essere libera. Per definizione. Non puo' essere imbrigliata, programmata, statalizzata.
Il Ministro sembra essere una persona in gamba, un buon politico che riesce a raccogliere la massa critica necessaria per fare accadere le cose. Benvenga. Non si puo' pero' pretendere che un Ministro sia contemporaneamente un buon politico, un insegnante di elementari, un professore universitario e un brillante ricercatore scientifico. Ecco perche' esistono (o dovrebbero esistere) i consiglieri.
Nella famosa fotografia di Obama che firma il documento con cui liberalizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali negli USA, attorno a lui si riconoscono fior di scienziati (veri, attivi nel loro lavoro, alcuni Premi Nobel) che lo hanno palesemente informato sui fatti. A lui la decisione finale, ovviamente, ma solo dopo aver ascoltato il parere di esperti, di consiglieri, appunto.
Chi sono allora i consiglieri scientifici della Gelmini? Non Bondi, spero... ex-compagno di liceo di Berlusconi e tanto bravo a scrivere poesie. Non qualche industriale, con il pensiero fisso sul brevetto, mi auguro. Quali sono i veri scienziati interrogati dal Ministero dell' Istruzione e dell'Universita'?
Un Paese serio deve saper affiancare consiglieri esperti a politici efficaci, per unire la conoscenza dei fatti al servizio dell'attivita' decisionale.
Ditemi voi
GS@Doppel.
Gia', ho visto la nomina di Masia...
Certo non un buon segnale. Vorrei dare dare credito alla Gelmini e pensare che non sia in mala fede, ma semplicemente "costretta" a circondarsi di incompetenti.
Dopo aver letto l'articolo di Stella oggi sul Corriere riguardante la nomina di Masia a capo Dipartimento per università, alta formazione artistica, musicale e coreutica e ricerca, mi è passata ogni speranza.
Come si fa a fare ricerca seria, di base o applicata, se non si smantella il fenomeno dei baroni prima? Con Masia i baroni sono salvi.
O la Gelmini è una brava circondata da incompetenti e collaboratori in mala fede che la consigliano male, o è lei stessa incompetente o in mala fede e si circonda di suoi pari.
@Giacomo.
Ti ringrazio dell'informazione, ci guardero' con attenzione.
Per ora l'unica cosa che ho visto e' che secondo Wikipedia, Valentina Aprea e' una cinquantenne laureata in pedagogia, ex-maestra di elemenatri e poi direttrice didattica (preside?). Imbarcata da subito nella truppa di Berlusconi, entra in Parlamento nel 1994 e piu' o meno non ne esce piu.
Insomma, magari e' anche una validissima politica (non ho alcun elemento per giudicarne l'operato) pero' non e' proprio quello che ho in mente quando parlo di "consiglieri scientifici". Non e' una esperta della ricerca, per intenderci.
Piuttosto, ho in mente scienziati attivi nella ricerca, con curriculum rispettiabili e certamente non politici di carriera. Molto meglio se completamente estranei alla politica. I consiglieri dovrebbero semplicemente "educare" il ministro di turno su temi che per forza di cose quest'ultimo non puo' conoscere. Primo tra tutti, cosa e' la ricerca scientifica e come lo Stato puo' aiutarla (spesso la risposta e' semplicemente "lasciandola in pace").
Quello che tu mi dici, dunque, non mi sorprende e conferma i miei sospetti: il Ministro Gelimini e' mal (o per nulla) consigliato sull'argomento.
Questo e' un problema che no puo' essere sottovalutato.
@pixidust.
Cito a caso, a memoria. Lo studio di certe muffe ha portato alla scoperta della pennicillina e degli antibiotici naturali, lo studio dei processi di decadimento nucleare ha portato alle radiografie, lo studio della fusione e fissione nuclerae (nonche' la relativita' ristretta, E=mc2) ha portato alla tecnologia dell'energia nuclerare, lo studio delle onde eletrromagnetiche ha portato alla radio e alla TV, lo studio della genetica molecolare ha portato ha piante piu' resistenti e piu' nutritive... e cosi' via.
Chissa' cosa portera' il bosone di Higgs? Come si puo' prevederlo? Impossibile, e stupido. Non e' questo il punto. La ricerca deve essere libera, non programmata e sovvenzionata nel limite delle proprie possibilita'.
Riguardo i costi, la spesa pubblica per la ricerca scientifica in Italia si aggira intorno allo 0.5% del PIL, mentre quella per la sanita' viaggia intorno al 6.0% del PIL. Un ordine di grandezza in piu', dunque che non si dica che "si buttano via soldi per scoprire il bosone di Higgs".
Poi sappiamo benissimo che la voce piu' alta di spesa pubblica in Italia e' "lo spreco"... Bisognerebbe indignarsi piu' per quello che per le briciole impegnate ad elevare la conoscenza umana.
Ti ringrazio ovviamente dei complimenti, e ti ricordo che OL e' presente anche su Facebook: raggiungici!
Uno dei più fidati consiglieri della Gelmini si chiama Valentina Aprea, per la quale si profila addirittura la presidenza della commissione Istruzione. Pare anzi che la Aprea -eminenza grigia- non andasse assolutamente d'accordo con la Moratti, che si è pensato dunque di sostituire con un burattino mosso a più mani da Tremonti e dalla Aprea.
Chi ne ha voglia si informi in rete, ma di fatto questa tizia è la teorica dello smantellamento sistematico di ciò che di valido ancora conservava il vecchio sistema scolastico, e c'è purtroppo da dire che la voragine che ha scavato ha avuto come breccia quellatriste autonomia scolastica introdotta in malo modo da Berlinguer.
Senza entrare nel merito dei vantaggi che ipoteticamente si potrebbero avere in un sistema sano dall'attuazione dell'autonomia degli istituti, mi limito a riportare il modo in cui questo si è tradotto in Italia: nella distruzione della meritocrazia.
Gli insegnanti infatti (con alcune ragguardevoli punte ma mediamente professionisti mediocri) pur di conservare la cattedra sotto casa promuovono anche i più incompetenti, e quelli che vorrebbero attuare politiche più serie sono mobbizzati dagli stessi presidi che danno esplicite direttive di mantenere alto il numero degli iscritti.
Qualunque operatore scolastico onesto non potrà che confermare quanto asserito; per chi conosce l'ambiente queste sono mere evidenze.
Perfettamente condivisibile.
I consiglieri in realta' secondo me sono necessari in molti (se non tutti) ambiti, ma di sicuro chi non ha mai fatto scienza, fa fatica a capire di che cosa si tratta e quale e' il suo valore.
Dare una definizione di quali progetti siano "accettabili" e quali no, e' difficile gia' per gli scienziati (penso alle innumeravoli controversie che scoppiano quando un progetto di ricerca non riceve finanziamenti a causa di "referaggi" negativi di colleghi che sono in disaccordo sulla rilevanza), figuriamoci per un ministro!
Lasciando perdere la fisica (dalla quale so che provieni, e dalla quale provengo anche io... stessa universita', quasi stessi anni... no, non ci conosciamo) al cui sviluppo e' indubbiamente connesso lo sviluppo della tecnologia, e con esso il nostro modo di vivere. Prendiamo la matematica: la maggior parte dei ricercatori in matematica si occupa di provare teoremi che non hanno direttamente nessuna ricaduta pratica. Vuol dire che dobbiamo buttar fuori tutti i matematici??? Chiaramente no. Qualcuno potrebbe dire che sviluppi della matematica possono essere utili per la fisica, e lo sviluppo della fisica a sua volta e' utile per il miglioramento (pratico) del nostro modo di vivere... ma non penso questo colga minimamente l'importanza che la scienza (in cui metto anche la matematica) ha nel contibuire alla conoscenza umana, alla comprensione del mondo, alla possibilita' di renderlo un posto migliore (si, anche questo).
In realta', tanto per tornare alla fisica, ci sono anche li' campi lontanissimi dalla "pratica" ma egualmente (anzi di piu', a mio avviso) importanti. Ma e' difficile giustificarne l'importanza a persone con, diciamo cosi', diversa sensibilita'. Infatti, a volte discutendo con amici non fisici, mi sono trovata in difficolta' a tentare di giutificare le enormi spese fatte dai vari governi per la costruzione dei mega-acceleratori per cercare le varie "particelle mancanti" del modello standard (mi riferisco al bosone di Higgs, per esempio). Al di la' delle tecnicalita', mi veniva "rimproverato" dai miei amici che tutti quei soldi andrebbero meglio spesi per altre cose piu' "palesemente importanti" come il gli aiuti ai paesi del terzo modno (per dirne una). Mi dicevano: "Chi se ne importa se l'Higgs esiste oppure no? Val la pena di spendere billioni di dollari per vedere se il modello standar e' falsificato?Who cares???!!!"
Devo dire che non ho avuto molto successo con i miei argomenti (ho sostanzialmente cercato di dire che la conoscenza ha valore di per se' e non per le ricadute pratiche). E in effetti capisco il disagio...
Lo so che il post e' sulla Gelmini, ma non solo... quindi mi domandavo se ti fosse successo qualcosa di simile e, se si', cosa ne pensi...
(una nota personale: Quando ho letto il post mi hai subito fatto simpatia, ho riconosciuto subito"il fisico che c'e' in te"...!)
Saluti!
alle 05:33
latomm
Tutto giusto, resta solo che non sono per niente convinta che la Gelmini dicesse qualcosa di tanto diverso. E che molte ricerche siano inutili, fasulle e inventate solo per arrotondare lo stipendio è certo. Ho lavorato all'università abbastanza per saperlo.Parliamo quindi di controlli che anche qui non ci starebbero male. Dunque se invece che assumere sempre l'atteggiamento della 'contrapposizione' si usasse lo stile del 'contributo' o della 'chiarificazione' non sarebbe più civile? Che senso ha questo atteggiamento di scontro continuo? Io vivo e sono vissuta tanto all'estero e non vedo intorno a me tanta bellicosità.