A difesa dell'individuo e della sua libertà
Mi viene un dubbio: non e' che Veltroni avesse sbagliato partito? Alle volte e' sembrato che il Walter nazionale parlasse ad un pubblico che non era il suo, ad un partito che faceva fatica a capirlo. Cosa e' successo?
Gia' in un post precedente scrivevo sulle rassomiglianze che scorgevo tra la sinistra immaginata da Veltroni ed il progetto socialdemocratico prima di Saragat e poi di Craxi. Ecco, oggi alla luce della sconfitta del disegno politico del PD veltroniano mi convinco ancora di piu' che l'errore fu di voler innestare il riformismo socialdemocratico nel fusto del PCI. Un progetto nato storto, perche' l'interlocutore era sbagliato.
Purtroppo in Italia gli eventi storici alla conclusione della guerra fredda hanno preso una strada tortuosa ed ambigua. Quando la cappa della contrapposizione tra i due blocchi si sollevo', la prima cosa che accadde fu la rivoluzione giudiziaria (e per molti aspetti giustizialista) di Mani Pulite. Il risultato? Invece che vedere lentamente consumarsi i due partiti che furono i principali attori della guerra fredda in Italia, il PCI e la DC, con Mani Pulite furono spazzati via la DC e il PSI, mentre il PCI rimase in piedi. Come reazione, poco dopo il Cavaliere scese in campo, gettando l'Italia in uno stato di pseudo-guerra civile da cui ancora non ci siamo ripresi. Ma quella e' un'altra storia.
Il punto e' che il riformismo socialdemocratico in Italia si e' ritrovato senza Partito Socialista, ma con un PCI che di riformista ha sempre avuto ben poco a che fare. All'indomani della guerra fredda, la sinistra italiana si e' cioe' risvegliata senza Craxi e con D'Alema. Hai voglia poi cercare di trasformare il PCI-PDS-DS in un Partito Democratico moderato e riformista.
Secondo me e' li' dove nasce l'onda lunga che oggi si infrange contro le speranze del riformismo socialdemocratico di Veltroni.
Quello che Walter non ha capito e' che si rivolgeva in gran parte ai militanti del PCI, non a quelli del PSI. Non lo hanno seguito, o forse non lo hanno capito.
Forse, in un altro universo...
Ditemi voi
GS
Tu dici che Veltroni mirava a costruire un partito socialdemocratico, ma quando mai l'hai sentito che parlare di socialdemocrazia? Se non ricordo male ha sempre sostenuto di voler andare oltre le ideologie del 900. Era un partito senza identità. Come si fa a mettere insieme Colaninno, Calearo e il dipendente della Tyssen ?
Il grande Gianni Brera parlando del campionato di calcio sentenziava: "articolo quinto: chi ha i schei ha vinto". La stessa cosa avviene in politica. Nella prima repubblica il potere degli uomini politici era direttamente proporzionale alla loro capacità di acquisire risorse finanziarie al partito di appartenenza (questa capacità corrispondeva quasi sempre ad attività corruttive). A destra, dall'alto delle sue televisioni e delle sue fortune finanziarie, esiste un dominus incontrastato. A sinistra esistono tanti personalismi a cui corrispono spesso (non sempre) ideologie diverse.
Veltroni era il segretario eletto dal popolo Pd e poteva pertanto disporre delle entrate da tesseramenti. Queste entrate non bastano nemmeno ad imbiancare le sedi. Ma chi ha potere sulle cooperative ? Ma chi ha in mano i cordoni della borsa ? Veltroni o l'omino con i baffi ?
Prima di innalzarci a fare discorsi di alta politica, restiamo terra terra e cerchiamo di dare una risposta a queste semplici domande.
Walter puo' anche rivolgesi ai militanti PCI, purtroppo si trova di fronte ai militanti (ex)DC
Il fatto è che la socialdemocrazia laica in italia avrebbe si e no il 15%.. quindi c'era poco da guardare al caso americano.
E' assai complessa la situazione. Il Pd doveva essere la costruzione di un partito simile a quello americano, ma in realtà è diventata la struttura delle vecchie burocrazie per rifarsi una nuova veste. Già qui ha fallito il progetto, con i teodem alla binetti, abbandonando la laicità come concetto fondante (a differenza dei democrats usa).
si è votato il leader prima del partito, prima di un congresso.
si è cercato di eliminare qualsiasi alternativa a sinistra in maniera forzosa e non tramite convincimento dell elettorato.
di socialdemocratico c'era poco, anche perchè veltroni rompeva con il rapporto con il sindacato e con i lavoratori, candidando industriali del calibro di colaninno e calearo.
Il Pd nasce dal fatto che dopo tangentopoli parlare di socialismo e socialdemocrazia pareva un delitto, e per costruirtsi un'identità maggioritaria si è tentata la via della fusione tra ex-pci ed ex dc-popolari.
purtroppo va detto che la prima repubblica è stata pessima, corruzione e immobilismo erano all ordine del giorno, ma questa seconda è peggiore, è piu' cinica e furba. mani pulite non ha aiutato l'italia, ha solo cancellato la possibilità di avere un bipolarismos erio con i democristiani da una parte e un partito socialdemocratico che andasse dal psdi al pds.
e a mia modesta opinione ci saremmo risparmiati berlusconi, che di certo bene non ha fatto all'evoluzione della democrazia italiana.
alle 15:59
Platone
Non si può volere un grande partito riformatore e poi ascoltare le voci scorate dei migliori riformisti che hai dentro il partito e stare bellamente a guardare il loro abbandono senza fare nulla. Non puoi dire al discorso di commiato che ci vorrebbe piu collaborazione e meno giustizialismo e poi stare con chi il giustizialismo l'ha inventato e ne ha fatto una bandiera politica e fonte di fortuna non solo politica. Insomma la politica del "....ma anche" non funziona, confonde l'elettorato che si disperde perchè non crede alla doppiezza.
Certo la strada in Italia sarebbe una matura socialdemocrazia craxiana , .... ma non può essere un Veltroni a costruirla!
G.