A difesa dell'individuo e della sua libertà
Si e' detto (e scritto) molto di Obama e di McCain, che domani si giocheranno la Presidenza degli Stati Uniti d'America in una giornata elettorale seguita da tutto il mondo.
Cosa augurarsi, da un punto di vista liberale? Questo e' un caso in cui la politica mostra la sua faccia piu' difficile, quella in cui l'istinto puo' contare piu' della ragione. Vi sono vari livelli di analisi che andrebbero considerati, che vanno dall'economia, alla visione della societa', alla politica estera.
E' sicuro che dal punto di vista economico McCain sarebbe maggiormente in linea con una classica condotta liberale: poco Stato, meno tasse, piu' scelte in mano ai cittadini (voucher per sanita' e scuola), deregulation e non protezionismo. Obama ha certamente in se' una deriva protezionista, con un occhio di favore nei confronti dell'intervento dello Stato e con una vaga mancanza di fiducia verso i singoli individui e le loro scelte personali.
Cio' che invece e' un elemento che dovrebbe essere molto apprezzato in Obama nei liberali veri, e' la sua certa laicita'. Il partito Repubblicano (di McCain) si e' recentemente troppo legato a certi estremismi religiosi che fanno a botte con una visione libertaria e laica della societa'. Anti-abortisti, sempre pronti a pronunciare la parola God in ogni discorso, tendenzialmente sospettosi verso la ricerca scientifica in campi come lo studio delle cellule staminali, addirittura strizzando l'occhio a superficiali creazionisti (come se il mondo fosse stato creato 30.000 anni fa e Darwin non fosse mai esistito)...La vicepresidente prescelta da McCain, la famigerata Sarah Palin, e' una di questi, tanto per intenderci.
In politica estera Obama sembra sincero nel voler voltare pagina. Chiudere la cosidetta dottrina Bush, quella che giustifica azioni militari unilaterali preventive e che ha trasformato gli USA nel bullo del quartiere. Sapere usare le parole, oltre ai pugni, dovrebbe essere una caratteristica di una superpotenza con senso di responsabilita'.
Ma c'e' anche una componente psicologica, diciamo, che va colta. Una forma di realpolitik, se volete.
Obama e McCain rappresentano due estremi dello spettro della societa' americana. Due estremi divisi anche generazionalmente. E' indubbio che queste due figure pubbliche proiettano un'aura diversa, un'immagine della Nazione stessa che e' profondamente diversa. Da una parte un ultra-settantenne bianco, un ex-militare diventato senatore, che sceglie una vicepresidente ultra-conservativa e creazionista. Dall'altra un giovane politico di colore, certamente idealista ma con energia da vendere, che ama circondarsi di pensatori intelligenti e preparati.
E' una questione di immagine? Anche, si'. Inutile scandalizzarsi. L'America ha paura, e' in crisi, emerge da otto anni di gestione un po', diciamo, becera, ed ha bisogno di un nuovo leader. Non basta essersi fatti anni di progionia in una guerra controversa e sinceramente molto lontana. Non basta piu'. Ci vuole un'immagine nuova, giovane, che dia l'impressione di aver veramente voltato pagina, che sappia ridare fiducia alla societa' americana, che li porti fuori dalle trincee scavate dalla paura, che presenti al mondo intero una Nazione come e': giovane, piena di energie, di risorse umane, di sogni di possibilita'. Se questo avverra', sara' un bene non solo per gli USA, ma anche per l'Europa e per il mondo civile. Un partner ottimista e proiettato con coraggio verso il futuro e' meglio per tutti.
Per questi motivi spero che domani la Casa Bianca andra' ad una amministrazione Obama.
Ditemi voi
GS
@Jinzo. Beh, non mi pare che l'aborto sia di alto gradimento tra i Repubblicani di McCain... Cosa dire poi dei diritti dei gay, tanto per dirne un'altra? Diciamo che dal punto di visto etico, la scelta libertaria tra Democratici e Repubblicani e' quantomeno "difficile". Qui si parla di "cherry-picking": prendi un po' qui e un po' li', a seconda degli argomenti.
Quello che rovina veramente i Repubblicani e' la zavorra degli evangelisti, gente come la Palin che vorrebbe gambizzare l'insegnamento dell'evoluzione a scuola. Ti rendi conto cosa significherebbe per l'America se McCain dovesse andare alla Casa Bianca e per disgrazia avere una crisi di salute? Il rischio di una Palin Presidente e' di per se' quasi sufficiente ad augurarsi una vittoria di Obama, a mio parere...
In verita' sappiamo poi tutti che del proprio programma economico Obama potra' solo realizzare pochissime parti, vista la crisi finanziaria. E' tuttavia positivo che abbia identificato nella necessita' d stimolare lo scatto tecnologico necessario per sfuggie alla dipendenza dal petrolio, una priorita' nazionale.
Non dico certo che McCain sia il diavolo (come Chavez chiamo' Bush alle Nazioni Unite), ma questo non e' il suo momento. Gli USA hanno bisogno di cambiare faccia, iniettare fiducia ed energia nel sistema. Proprio il genere di cose di cui noi liberali e libertari ci nutriamo. I sogni del singolo individuo. La mia impressione e' che Obama rappresenti molto meglio questo futuro.
E' un po' come lo stock-market, che non e' tanto basato su valore reale delle aziende quotate, quanto della "percezione" che di tale valore la gente ha. Ecco, Obama offre una migliore "percezione" di un'America nuova, giovane e (forse) piu' moderata.
Per quattro anni potrebbe essere quello che ci vuole. Poi si vede.
GS
Allora, due critiche a quanto scrivi:
1) Non è vero che Obama è apprezzabile dal punto di vista liberale per l'etica. Obama vuole usare i fondi federali per finanziare l'aborto, cioè vuole costringere la gente che pensa l'aborto sia omicidio a finanziarlo. Ciò non è liberale. Liberale è la posizione di chi vuole destatalizzare l'etica rimuovendo i fondi federali a queste materie e lasciando il tutto alla coscienza dei privati e degli stati membri della federazione.
2) Dal punto di vista economico ti invito a leggere il programma di Obama: è assolutamente una follia.
3) McCain ha posizioni warfariste che ricordano la disastrosa amministrazione Bush. Per il resto ha un programma decente, eccetto il fatto che ha difeso il piano Paulson.
alle 01:14
angelmclove
Sono convinto che le borse accetteranno di buon grado la quasi sicura vittoria di Obama.
Credo con una certa probabilita' che anche a livello di frizioni internazionali, almeno inizialmente non ci saranno accadimenti destabilizzanti.
Non mi piace questo atteggiamento tardivamente servile, delle diplomazie europee storicamente a destra e degli stessi politici di centro-destra italiani che improvvisamente vedono Obama con simpatia o quelli di centro-sinistra o meglio, sinistra-centro che affermano diessere a lui eguali.
In Italia ci sono molti che vedono similitudini tra l'elegante e carismatica comunicativa del senatore democratico, l'aggressivo populismo mediatico di Berlusconi, e il raffazzonato tentativo di aggregazione trasversale di Veltroni. Cio' non corrisponde a verita'.
Le piazze si possono riempire in tanti modi, anche con la partecipazione di bambini a cortei politicizzati. Il messaggio pero' che riceve la gente, e' molto variegato a seconda di chi lo diffonde e con quali strumenti.
Frattini sul Giornale ha asserito la solita cosa all'italiana: Berlusconi somiglia sia ad Obama che a McCain. Si e' tenuti buoni sfacciatemente tutti e due.
Anch'io ho valori di destra(non di centro-destra ne' di destra- centro) ma in tempi non sospetti ho dichiarato la mia simpatia, il mio appoggio seppur inutile in termini diretti per Obama proprio su questo blog.
Non si tratta piu' di logiche politiche. E' il ruolo dell'America che va a cambiare nel mondo. Obama ne e' il miglior rappresentante.
Quando sventola la bandiera americana si evocano valori fondamentali. Quando sventola quella italiana purtroppo vanno alla mente retaggi storico politici appartenenti a stereotipi obsoleti.
Per tale motivo mi definisco un conservatore progressista. Una persona attenta alla storia, al patrimonio, ai simboli del mio pasese ma anche fortemente proiettato al futuro, al cambiamento, all'innovazione sociale ed anche culturale della terra in cui vivo.
Angelo D'Amore