A difesa dell'individuo e della sua libertà
Parliamo di immigrazione. Proviamo a fare un passo indietro e a guardare con obiettivita' alla questione. L'immigrazione, altra faccia della medaglia dell' emigrazione, altro non e' che la manifestazione della liberta' di movimento degli individui. E' una delle liberta' fondamentali che una societa' aperta deve apprezzare e difendere.
Con la libera circolazione degli individui seguono la libera circolazione delle idee, delle esperienze, dei desideri. La Storia ci insegna che una societa' aperta e pronta a confrontarsi con culture ed idee diverse si ritrovera' con molte piu' risorse di una societa' chiusa ed arroccata su pochi valori e punti di vista. Chiudersi su se' stessi e' sempre un errore, che non porta lontano.
Esistono pero' problemi pratici. Una forte immigrazione pone certamente il problema di come assorbire l'esplosione demografica conseguente. Questo vale per tutti i settori della societa'. Vale ad esempio per la scuola, per la sanita', per le infrastrutture, per il lavoro, per la giustizia.
Ecco, la giustizia.
E' improbabile che gli immigrati in una nazione qualunque siano tutti degli stinchi di santo. E' evidente che alcuni saranno intrappolati nelle maglie della criminalita'. Non tutti, certamente. Neppure una maggioranza. Ma alcuni si'. E' stato cosi' anche per i nostri connazionali emigrati nel mondo, no? Ecco allora che il sistema penale della nazione ospitante deve sapersi adattare ai nuovi numeri (stesso discorso per scuola, sanita', eccetera).
Adattarsi significa pero' saper trattare gli immigrati come si trattano i cittadini: se delinqui, ti processo e se ti trovo colpevole applico la pena prevista (carcere compreso). Non e' che siccome non sei nato qui, se ti trovo colpevole ti rispedisco nel tuo Paese.
Questa idea dell' espulsione dell'immigrato che delinque e' secondo me una sciocchezza. Che significa, che se un Italiano violenta una ragazza va in galera mentre se un marocchino fa lo stesso va riportato in Marocco? Troppo facile. E discriminatorio.
Vogliamo farci rispettare come Paese e come societa'? Dovremmo saper costruire allora una societa' in cui sei benvenuto ma in cui sei certo che se delinqui finisci in galera. Vedrete allora che coloro che pensano di venire in Italia o in Europa solo per delinquere ci penseranno due volte.
Certezza della pena, non espulsioni. Ecco la soluzione.
Il che mi porta ad un secondo punto. La circolazione degli individui in Europa e' sancita da un accordo molto liberale e giusto tra gli Stati membri. Questo in pratica sposta il problema immigrazione solo sui veri confini tra Europa e resto del mondo. L'Italia e' ad uno di questi confini. Chi immigra in Italia in realta' immigra in Europa.
Dovrebbe allora essere responsabilita' dell'Europa intera assicurare che l'immigrato in territorio europeo non delinqui, ed e' interesse di tutti gli Stati membri far sapere al resto del mondo che in Europa esiste la certezza della pena.
Bene. Perche' allora non immaginare che un immigrato giudicato colpevole in Italia non possa essere detenuto in Germania, qualora ce ne fosse la necessita' (ad esempio a causa di carceri piene in Italia)?. Oppure, perche' l'Europa non dovrebbe aiutare gli Stati membri ad adattare il proprio sistema giudiziario e carcerario alle necessita' delle nuove ondate migratorie? Perche' non prevedere fondi europei per costruire/ammodernare carceri?
Io vivo negli Stati Uniti. E sono Italiano. Non e' che se rapino uno in metropolitana mi rispediscono in Italia. No, mi processano e mi mettono in galera, qui negli Stati Uniti. Non e' logico?
Ditemi voi
GS
Io ti capisco benissimo. E sono completamente daccordo con te.
Aggiungo solo che se scuola e sanità non fossero pubbliche, il problema della rigidezza propria degli apparati statali non ci sarebbe e rimarrebbe solo quello della criminalità. Sulla quale ripeto, sono daccordissimo. Io sono altresì contrario a espellere i "clandestini" perché se non sono criminali non vedo proprio con che diritto. Ma qui caro italiano negli USA, il concetto di proprietà privata e il concetto di Stato si fondono nell'unico senso che lo Stato è padrone di tutto. Ma tanto poi qualcuno crede che lo Stato siamo noi....
Per Marcello.
Quell'articolo fa schifo. E' esagerato nei toni e tra l'altro non ne ha azzeccata una, visto che tanto non è cambiato granché. I campi ROM sono ancora tutti li e furti e borseggi sono all'ordine del giorno. Ci sono stati 2 morti ammazzati neri e oltre 50 italiani. Ma ai neri qualcuno ha dato la connotazione razzista. Quelli invece italiani, magari rapinati in villa da ladri stranieri e uccisi durante il furto, non sono stati rivendicati dalla stampa e dalla politica come razzista. Io sinceramente di episodi razzisti non ne vedo nessuno. E vivo tutti i giorni in un quartiere in cui è altissima la presenza di cinesi, africani, arabi. Anzi noto con piacere che sempre più giovani immigrati imparano bene l'italiano e si integrano benissimo. Le polemiche sul razzismo qui in Italia escono fuori sempre e solo quando si tratta di rinfacciare le leggi razziali agli eredi di una certa parte politica.
Perfino alla strage di Castelvolturno han cercato di dare connotazione razzista. Ma in realtà è solo un regolamento di conti camorrista. Il fatto che fossero neri dimostra solo l'internazionalità delle associazioni mafiose.
Qualcuno ricorda il motivo dell'intervento dell'europarlamentare austriaco cui Berlusconi rispose ventilandogli la parte del kapò in un film?
Rinfrescatevi la memoria.
L'Italia non è al passo con l'Europa, anzi, va alla deriva.
Pensate che in Paese tendenzialmente xenofobo, la Svizzera, un giornale di destra, Le Temps, ha scritto un articolo sull'Italia che demonizza la diversità. Non vi dico altro, ma vi invito a leggerlo: http://italiadallestero.info/archives/162
Tu ragioni come un liberale. E per di più vivi negli Stati Uniti.
Ho l'impressione che farai sempre più fatica a capire l'Italia ed a farti capire.
Comunque grazie per la fede nella libertà che illumina le tue parole.
ps parafrasando Prevert, io del tu a tutti quelli che coltivano l'utopia di un mondo più libero e giusto.
alle 16:02
Silvii
Concordo pienamente.Complimenti davvero,è bello vedere che non si è soli a credere ancora in qualcosa :)