A difesa dell'individuo e della sua libertà
Questa delle resistenze all'apertura di discariche autorizzate nel napoletano e' un classico esempio di cio' che in America si chiama NIMB, Not-In-My-Backyard, cioe' "non nel mio giardino".
Tutti capiscono che le discariche sono necessarie, ma nessuno le vuole dietro casa. Non sono certo un oggetto conteso di arredo urbano. Eppure, specie per tamponare l'incredibile e vergognosa situazione della monnezza campana, una manciata di nuove discariche autorizzate, e dunque controllate, dovranno essere aperte. Come fare per convincere la popolazione locale a collaborare con lo Stato?
Metto a fuoco tre punti.
Primo, lo Stato ha il dovere di fare rispettare le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri, ed eventualmente approvate dal Parlamento. Manifestazioni e proteste della popolazione locale fanno indubbiamente parte della liberta' d'espressione e devono essere permesse (anzi, tutelate), ma il blocco fisico dei lavori non puo' essere ammesso. Alla stessa maniera con cui non si dovrebbe permettere ai tassisti di ingolfare una citta' con le loro proteste o alle pasionarie di turno di bloccare dei binari o un'autostrada. Esprimersi e' una cosa, recare danni ad altri cittadini o impedire allo Stato di governare e' un'altra. Dunque si' a polizia o esercito per proteggere l'interesse comune.
Secondo, nel momento in cui lo Stato dichiara che la discarica e' una zona di interesse strategico nazionale, dovrebbe non solo chiarire che verra' difeso con l'esercito, ma anche assicurare alla popolazione che il sito sara' custodito per tutta la sua esistenza, impedendo alla criminalita' organizzata di trasformarlo in discarica abusiva (e nociva). Fino a che c'e' l'esercito, la camorra non verra' di notte a scaricare fustini di veleni, che poi e' una delle cose che la popolazione locale teme, giustamente.
Terzo, lo Stato dovrebbe compensare il comune che accetti di ospitare una discarica. Qui siamo al nocciolo del problema NIMB. Bisogna mettere da qualche parte una discarica, e si sa che questa non e' cosa attraente. Bene, chi vivra' di fianco ad essa dovrebbe essere compensato in qualche modo, ad esempio non pagando le tasse sui rifiuti.
Guardate, se siamo fortunati tra qualche tempo si comincera' a parlare di centrali nucleari da piazzare sul territorio Italiano. Il problema sara' lo stesso: nessun comune le vorra' nel proprio giardino. Classico NIMB. Che fare? Perche' non ridurre la bolletta della luce ai cittadini di quel comune?
Chi pagherebbe la differenza? Lo Stato, cioe' il resto dei cittadini che quella tassa (sui rifiuti o sulla luce) continuerebbe a pagarla intera. In un certo senso e' come se il resto dell'Italia compensasse economicamente coloro che accettano di prendersi il disturbo di ospitare di fianco a casa una discarica o una centrale nucleare.
Non possiamo farne a meno, ma mi sembra piu' civile ammettere che si tratta di un disagio, piuttosto che imporle semplicemente con la forza. Sul tavolo della contrattazione con il comune, lo Stato centrale puo' portare la carta dell'alleggerimento fiscale. Una carta che certamente non verra' ignorata.
Ditemi voi
GS
@Doppelganger.
Discussione interessante, mi piace.
Cosi' di getto mi vengono in mente alcuni dubbi sull'idea di "compravendita" dello smaltimento della spazzatura tra comuni. Mi pare di capire che se il comune A costruisse il termovalizzatore (o aprisse una discarica) e facesse pagare al comune B per lo smaltimento dei suoi rifiuti, ci troveremmo nella situazione che il cittadino di A paga la tassa regolare, mentre il cittadino di B pagherebbe una sovrattassa (per contribuire alle extra-spese da B ad A?). Dunque si punisce chi non accetta la discarica, senza premiare chi lo fa. Non so se funzionerebbe. Nel ragionamento di Doppelganger c'e' l'idea che i soldi ottenuti dal comune A "ricadrebbero" sui cittadini di A in forma di migliori servizi. Come se si venisse a creare una compensazione indiretta. Ci credo poco, mi fido poco del comune A (come di qualunque pubblica amministrazione). Secondo me il modo piu' sicuro per compensare il cittadino che si ritrova a vivere vicino ad una discarica e' per via diretta, ovvero con l'alleggerimento fiscale. Ricordiamoci ad esempio che il valore di una proprieta' diminusice se ci piazzi una discarica di fianco... Il danno puo' essere reale, e pensare di compensarlo con la speranza che il comune potra' avere qualche soldo in piu' per illuminare meglio le strade mi pare pochino...
Inoltre, e' evidente che una discarica, e ancor piu' un termovalorizzatore, sono opere che richiedono investimenti non irrisori. Non credo che siano molti i comuni a potersele permettere. Di solito e' lo Stato centrale a poter mettere sul piatto i soldi necessari (per il bene della collettivita' locale). Allora non vedo perche' dovrebbe essere il Comune poi a guadagnarci sopra, vendendo un servizio su cui esso stesso non ha fatto investimento. E' un regalo che non mi sento di fare al comune A.
Preferirei vedere compensato il cittadino danneggiato, nel modo piu' trasparente possibile. Cosi' come si fa per gli esprori per le grandi infrastrutture.
jetset - Libere Risonanze
Non sono d'accordo sull'idea che lo Stato debba pagare la differenza come dici tu. Siamo in clima di federalismo? Allora che federalismo sia!
Se il Comune A smaltisce o brucia i rifiuti dei Comuni B-C-D... allora riceve da questi Comuni, non dallo Stato, un pagamento per il servizio reso. Secondo me il pagamento per un servizio è meglio del contentino fiscale perché comunque i cittadini del Comune A ne beneficeranno in investimenti per scuole, strade, ospedali, ecc. Se invece il Comune A costruisce un termovalorizzatore o una discarica per smaltire solo i propri rifiuti non vedo perché i cittadini di A debbano ricevere vantaggi fiscali o pagamenti statali: chi sporca è responsabile per la pulizia! Questa responsabilità si manifesta o smaltendo i propri rifiuti nel proprio Comune, o pagando un altro Comune perché se ne faccia carico.
Si dice NIMBY, non NIMB: Not In My Back Yard http://www.merriam-webster.com/dictionary/nimby
Io oltre alla tassa sui rifiuti non gli farei pagare, ad esempio, anche quelle del funerale, se per caso qualcuno dovesse morire a causa della discarica. Che ne pensate? Ho detto giusto o ho detto bene?
@Jacopo.
Ovviamente il punto deve essere inteso valido per tutte le situazioni passate, presenti e future in cui una popolazione locale viene oggettivamente danneggiata da una decisione (per quanto giusta e per il bene comune) dello Stato centrale. Quando costruisci una autostrada e "espropri" un terreno privato, il proprietario viene risarcito, o sbaglio?
Penso sia plausibile pensare che tutti i comuni in cui sorge una discarica debbano poter dire ai propri cittadini che la tassa sui rifiuti li' non si paga.
GS
Sono daccordissimo con te sui punti uno e due, ma devo dissentire sul terzo. Non è possibile che per la protesta di uno sparuto gruppo di cittadini (rispetto alla totalità degli italiani) debbano cambiare le regole e debba essere sancito questo "diritto al risarcimento".
Vivo in una città di circa 100mila abitanti e in cui sono attivi 3 (tre!) termovalorizzatori. Quando è stato costruito l'ultimo impianto ci sono state proteste e opposizioni, ma mai nessuno è venuto ad offrirci uno sconto sulle tasse o altri "contentini". Perchè allora ai napoletani si deve concedere questo? Perchè urlano più forte? Perchè fanno le barricate con i cassonetti?
Se passa questo principio allora tutti i comuni d'Italia che ospitano una discarica o un inceneritore insorgeranno. E a ragione.
Le centrali nucleari sono un discorso diverso: non inquinano! Non sporcano, non emettono gas o liquami. Io non avrei problemi a conviverci. Ben vengano.
Ho detto la mia.
alle 02:27
GS
@jetset.
D'accordissimo con la pretesa di responsabilita' individuale. Chi ha portato Napoli al disatsro deve pagare, non solo politicamente ma possibilmente anche di tasca propria.