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Ott 0731

OL intervista Benedetto Della Vedova

Pubblicato da Giovanni Sena alle 01:20 in Centrodestra, Ideologia e liberismo, Interviste


Benedetto Della Vedova e' uno di quei radicali che hanno detto no alla decisione di Pannella e Bonino di portare il loro partito nel Centrosinistra. Era il 2005 quando, dopo aver trascorso cinque anni da parlamentare Europeo, decide di uscire dai Radicali Italiani e di partecipare insieme a Marco Taradash ed altri alla fondazione dei Riformatori Liberali . Questi si schierano da subito con il Centrodestra, ed alle elezioni del 2006 Della Vedova risulta l'unico eletto dei Riformatori Liberali, nelle liste di Forza Italia. Della Vedova e' oggi iscritto al gruppo di FI alla Camera, ed e' membro della Commissione Finanze.

I Riformatori Liberali hanno da subito voluto incarnare l'anima libertaria del Centrodestra, attenti alle liberta' individuali e alla laicita' della societa' aperta. Restano oggi un punto di riferimento importante per chi, pur proveniendo da percorsi politici diversi, cerchi di riunire liberisti e libertari sotto l'ombrello del Centrodestra Italiano.

Oggi Orizzonte Liberale intervista Benedetto Della Vedova:

O.L. Come giudica fino ad oggi l'efficacia della battaglia dei Riformatori Liberali per un' "anima libertaria" nel Centrodestra?

B.D.V. Ci siamo schierati senza incertezze con la CdL quando il vento tirava (forte) nella direzione opposta.
Da allora non abbiamo smesso un secondo di tentare di dare voce all’Italia insieme liberale, liberista e laica – su questo si dovrebbe approfondire, dovrebbe bastare il termine liberale – che vota centrodestra.
Votano centrodestra molti libertari, più di quanto non appaia in sede di rappresentanza politico parlamentare.

O.L. Cerchiamo di mettere a fuoco il contributo dei Riformatori Liberali nella cultura politica del Centrodestra: in che ordine di importanza elencherebbe i valori "sicurezza", "liberta'" ed "efficienza"?

B.D.V. La sicurezza è una condizione per la libertà. L’efficienza la si persegue attraverso la concorrenza e la libertà nelle scelte.

O.L. Oggi s i parla molto di spesa pubblica e di tasse. Tagliare prima le tasse per strozzare la spesa, oppure ridurre immediatamente la spesa per poter poi tagliare le tasse? Quale e’ la vostra ricetta?

B.D.V. Prima tagliamo le tasse e “affamiamo la bestia”.
La “bestia” dovrà dimagrire un po’, ma il livello di spesa pubblica è insostenibile, esattamente come quello della pressione fiscale.

O.L. Daniele Capezzone ha tracciato tredici priorita’ per dare una svolta liberale all’Italia. La flat tax e’ al primo posto. Come giudica questa proposta?

B.D.V. La flat tax è da tempo la “prima scelta” per i liberisti. Dove è stata adottata ha dato eccellenti risultati. Se la CdL avesse portato in fondo il progetto di due aliquote, di cui la massima al 33% avremmo fatto un passo importante in quella direzione.
Si possono trovare anche soluzioni diverse, intermedie, l’importante è ridurre le tasse.

O.L. A proposito di Capezzone, quest’anno pare che non partecipera’ al congresso dei Radicali Italiani. Ci sara’ Della Vedova ?

B.D.V. Non sono iscritto a Radicali Italiani da due anni, per questo non andrò al Congresso, che seguirò comunque con attenzione. Pannella, Bonino e Capezzone hanno la responsabilità politica di aver fatto vincere Prodi con quella coalizione che, lo si sapeva da prima, avrebbe portato il segno distintitivo della sinistra comunista. I risultati si sono visti.
Mi auguro che dal Congresso esca una posizione diversa, di apertura al centrodestra. Mi auguro, nell’interesse di tutti, che anche il prossimo appuntamento elettorale sia maggioritario: o di qua o di là.

O.L. Come sono oggi i rapporti tra i Riformatori Liberali e i Radicali Italiani di Bonino e Pannella? Congelati o finiti?

B.D.V. Buoni rapporti personali. Buoni rapporti politici per quanto riguarda le battaglie del Partito Radicale Trasnazionale, cui sono rimasto iscritto. Sono stato radicale per oltre dieci anni, ho fatto il Parlamentare europeo per la Lista Bonino: poi ho fatto una scelta diversa, che ritenevo in continuità con la politica radicale degli ultimi dieci anni.
Una scelta che rivendico e che mi ha portato ad essere un avversario politico dei radicali di Governo
.

O.L. E’ plausibile uno scenario in cui Della Vedova, Capezzone e Bonino possano ritrovarsi sotto il vessillo liberale nel Centrodestra?

B.D.V. Auspicabile.

O.L. Cosa cambia con la fusione di DS e Margherita in Partito Democratico? Quale e’ la sua opinione su questo processo?

B.D.V. Una cosa importante, anche se fatta male, per disperazione prima che per convinzione. Veltroni dovrebbe marcare la sua netta “rottura” con il passato accettando la sfida elettorale pressoché immediata che gli lancia Berlusconi.

O.L. I Riformatori Liberali sarebbero disposti ad entrare in un ipotetico Partito delle Liberta’?

B.D.V. Assolutamente sì.
Siamo convinti della utilità, anzi, della necessità di dare vita ad un soggetto unitario, in cui anime diverse si confrontino accomunate da un programma e una leadership. Pronti a dare il nostro contributo, insomma
.

O.L. Pare che Berlusconi stia conducendo una campagna acquisti tra i senatori del Centrosinistra per convincerli a passare dall’altra parte. Ci saranno defezioni importanti a suo parere?

B.D.V. Certamente molti senatori non sono più così sicuri di confermare la loro fiducia a Prodi…vedremo presto.

Ringraziamo ancora molto l'On. Della Vedova per la sua disponibilita', e gli auguriamo buon lavoro.

Ditemi voi

GS

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Commenti

1. Davide, Mercoledì 31 Ottobre 2007 ore 10:41

Ammiro lON. Della Vedova, ma sono sempre convinto che sostenere Belusconi si incoerente tanto quanto sostenere una coalizione di stampo comunista. Berlusconi rafforzato i suoi monopoli, gli ordini professionali, aumentato stipendi agli statali, stretto allenze con vaticanisti e socialisti AN: cosa centra con una politica liberista. Poi la politica dei RL sembra di tipo progressista: cosa centra con Volonté, Alemanno e la Mussolini?

La mia convinzione al non voto è sempre più ponderata e meno qualunquista, eppure ci speravo che Taradash, Della Vedova, Capezzone ... non avessero paventato l'idea di affluenza al partito unico.

O meglio:  ok con la diminuzione dei partiti, ma perchè non creare veramente un partito liberale, liberista, libertario e laico, a stampo progressista?

Senza collocazione a destra e o a sinistra! 

Preferisco una coerenza di fondo piuttosto che essere uno dei burattini del gioco della politica del consenso

 

2. dave00, Mercoledì 31 Ottobre 2007 ore 14:13

Hai ragione Davide.

Ma il partito c'e' gia': e' il Partito Radicale.

Semplificando un po', penso che al giorno d'oggi siano 3 le disgrazie dell'Italia:

- il Vaticano

- Silvio Berlusconi

- i comunisti

 

Dunque, il Partito Radicale li combatte tutti e 3.

La  Rosa Nel Pugno, combatte i primi 2 e cerca d'arginare il terzo.

I Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova combattono solo il problema no. 3.

 

Quindi: fino a quando ci sara' Silvio Berlusconi, secondo me il centrodestra fara' pena.

 

 -- dave00 

 

http://www.coscioniunige.altervista.org 

 

  

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