A difesa dell'individuo e della sua libertà
Piu' ci penso, piu' mi sembra che la manifestazione del Family Day sia solo una sciocchezza. Che cosa significa una manifestazione per "difendere la famiglia"? C'e' forse una proposta di legge che vuole rendere illegale sposarsi o convivere? Si sta forse parlando di ritoccare i diritti e i doveri legalmente riconosciuti all'interno del nucleo famigliare?
Non mi pare proprio. Semmai si sta discutendo di estendere alcuni di questi diritti e doveri ad una categoria piu' ampia di nuclei famigliari. Dove e' lo scandalo? Dove e' l'attacco feroce all'istituzione famiglia? Al contrario, a me pare che con questa estensione si voglia andare incontro a coppie che della famiglia hanno invece un'altissima considerazione, tanto da volercisi identificare. Coppie che si considerano una famiglia e che come tale vogliono essere rispettate. Il punto, ovviamente, e' queste coppie non sono sposate, a volte per scelta personale (conviventi eterosessuali) ed altre volte perche' non ve ne e' la possibilita' (conviventi omosessuali).
Non basta allora sentirsi in cuor proprio una famiglia per esserlo? Bisogna avere la patente di famiglia? E chi decide chi e' degno di tale patente? I cattolici? I laici? Una commissione di padri di famiglia sposati da almeno 25 anni? Un consiglio supremo di mamme che hanno cresciuto almeno tre figli ciascuna? Il Presidente della Repubblica? Il Papa? Buttiglione?
Ecco, Buttiglione. A lui piacerebbe poter decidere i parametri secondo cui una famiglia e' veramente degna di questo nome. Anzi, gia' l'ha fatto. L'ultima volta l'ho sentito a Porta a Porta qualche giorno fa.
La famiglia, dice Buttiglione, deve essere pensata in funzione della procreazione, ovvero della capacita' e della volonta' di fare figli. Ora, qualcuno dovrebbe spiegargli che non tutte le coppie eterosessuali sposate hanno intenzione di fare figli, e che purtroppo non tutte quelle che lo vorrebbero sono nelle condizioni fisiche di farlo. Forse il buon Buttiglione vorrebbe proporre un esame di fertilita' obbligatorio per la coppia che intenderebbe volare a giuste nozze?
C'e' un' altra panzanata che Buttiglione (e altri suoi amici) ama ripetere: che la Costituzione Italiana definisce la famiglia come unita' naturale tra un uomo e una donna (e lui vorrebe anche aggiungere "in funzione della procreazione").
Peccato che il famoso art.29 della stessa Costituzione dica semplicemente:
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio
Niente "uomo", niente "donna" niente "eterosessuale" e niente "procreazione".
La verita' e' che tutto questo e' solo una montagna di ipocrisia. E' semplicemente un esempio estremo di intolleranza e di mancanza di cultura liberale. Non si puo' andare a dire ad una coppia di liberi cittadini che si sentono una famiglia, no voi non siete quello che pensate di essere, siete solo due individui che vivono insieme perche'... perche' lo decido io. E' autoritario, illiberale, irrispettoso, arrogante e forse anche stupido.
Dicono che il Family Day sia per difendere la famiglia. A me sembra che sia piu' per ostacolare la famiglia degli altri.
Ditemi voi
GS
Sul fatto che non riusciamo a capirci, hai perfettamente ragione.
Per me l'individuo e le sue libertà si difendono anche con le "regole".
Per coerenza elimino anche il tuo feed dal mio reader.
A mai più. In bocca al lupo.
"guarda che non ci siamo...": I beg your pardon ??
Rispettare chi si vuole bene e si considera una famiglia nonostante le etichette arbitrarie volute da altri, a casa mia non significa eliminare il concetto di famiglia. Anzi.
Meglio smettere qui, Bimboviziato. Direi che non riusciamo a capirci.
GS
Se trovi sbagliato tracciare una linea divisoria, significa che, per te, dovremmo essere tutti una grande famiglia perchè qualsiasi definizione sarebbe arbitraria. In altre parole per te il concetto di famiglia non dovrebbe esistere in quanto creerebbe comunque delle discriminazioni.
Guarda che non ci siamo ...
@Bimbo.
Mi pare che qui cominciamo a girare a vuoto. Credo di aver gia' scritto di considerare "famiglia" il nucleo che si considera tale, a prescindere dal numero dei componenti. Che mi importa se sono due, tre o cinque? C'e' spazio per nonni, zii, figli, sorelle, eccetera.
Come cercavo di spiegare in uno dei commenti, trovo non soddisfacente l'arbitrarieta' con cui si vorrebbe tracciare una linea divisoria tra chi puo' ostentare la patente di "famiglia" e chi no. Tutto qui.
@Franco.
Una posizione molto chiara, la tua. Ovviamente anche io ritengo che lo Stato dovrebbe ridurre la propria presenza nella societa' ed il suo impegno economico nella vita degli individui. Con la vicenda dei DICO (e dunque del Family Day, anti-DICO) pero' si parla di una cosa diversa: estendere o no dei diritti (o privilegi) certamente costosi ad una categoria piu' ampia di "famiglia"? Nessuno sta oggi parlando di togliere tali diritti (o privilegi) a tutti i tipi di famiglia, ma si discute se continuare a tenere fuori dalla porta dei nuclei affettivi (chiamiamoli cosi') ufficialemnte non riconosciuti come "famiglia".
Da questo punto di vista non mi sento a mio agio nell'avere lo Stato che decida che certe famiglie possono avere dei vantaggi su altre. Perche' cosi' in definitiva e' ai miei occhi. O tutti o nessuno.
GS
Caro GS,
la politica si prende da sè già tante funzioni che non dovrebbe assumersi che non so se sia il caso di puntare il dito proprio su quella di stimolare la natalità... Comunque, quando parlavo di riproduzione pensavo a molto più che alla sola natalità (per la quale non c'è affatto bisogno di una famiglia)
Tuttavia il mio disaccordo con lei è già presente nella premessa. Quelli che lei chiama "diritti" in realtà sono dei privilegi, oneri che qualcuno (e non lo Stato Pantalone!) deve pagare.
E se devo pagare, mi scusi, pago alle mie condizioni. Mi sta bene la famiglia tradizionale, sono disposto ad aiutarla, a privilegiarla. Le altre no, e preferisco non farlo.
Mi scusi se lo ribadisco, ma i "diritti delle coppie" non esistono, che siano o meno sposate regolarmente. Esistono i diritti dei cittadini a dibattere e decidere liberamente, senza venir per questo accusati di tradire degli ideali. Io comprendo le sue preferenze. Lei per favore comprenda le mie, e, se vogliamo continuare a discutere, facciamolo sull'opportunità di avere o no i Dico, su ciò che consideriamo utile per la società, non su delle astrazioni mal poste.
Un cordiale saluto
Franco
Scusa GS ma non capisco.
Che differenza c'è in termini di diritto tra (cito le tue parole testuali) "due persone che vivono tra loro quotidianamente la condizione di famiglia" e, per esempio, "tre persone che vivono tra loro quotidianamente la condizione di famiglia". Una questione di numeri ? Cioè, se si è in due va bene i diritti, se si è in tre no. Ti chiedo veramente la cortesia di rispondermi, perchè io non ci vedo nessuna differenza. Quindi se sei a favore dei diritti dei primi "devi" esserlo anche per i secondi. O no ?
@Franco.
Innanzitutto non penso che sia compito della politica quello di stimolare la natalita' distribuendo "premi" in forma di diritti extra. La natalita' cresce dove hai maggiori opportunita' di lavoro, maggiore sicurezza economica, maggiore fiducia nel futuro. E' una questione economica e sociale di ampio respiro, che non si affronta limitando i diritti a chi non fa figli.
Sollevi comunque un punto importante: questi diritti, in un modo o nell'altro, hanno un costo. Questo e' vero anche della sanita' pubblica, l'istruzione, la sicurezza, eccetera.
La domanda allora diviene: dal momento che i diritti mi costano, posso tracciare una linea nella societa' e discriminare una categoria di cittadini per cui questi diritti valgono ed un'altra per cui gli stessi diritti non valgono? E' quantomeno un punto delicato, no?
Forse quello di cui stiamo discutendo e' se sia etico tracciare questa linea alla voce "coppia eterosessuale sposata". Non hai la sensazione, il dubbio, che sia una categoria un po' arbitraria ed in ultima analisi strettina?
Due persone che "vivono" tra loro quotidianamente la condizione di famiglia, devono sentirsi sindacare da te che certi diritti non li dovrebbero avere solo perche' non aiutano la Nazione a procreare? Andiamo...
GS
Caro GS, le dirò francamente che sostenere che opporsi ai Dico riveli la mancanza di una cultura liberale mi sembra solo una bella prova di confusione ideologica. Confusione che peraltro sembra regnare in tutte le discussioni sul tema.
A me pare invece, da liberale, ci siano molte ragioni per trovare preoccupanti queste "estensioni" del diritto fatte in nome del popolo e a carico del cittadino.
Ma veniamo avanti con ordine, perché le motivazioni sono diverse caso per caso e richiedono un diverso trattamento.
Iniziamo con lo "scandalo buttiglioniano" di chi considera la famiglia tradizionale come il miglior luogo per allevare i figli. Sinceramente, non vedo proprio dove lo scandalo sia. Ogni società se non vuole morire deve pensare a riprodursi. Forse questo è un compito troppo animale per le anime ludiche che pensano che la funzione primaria del sesso sia la ricreazione, ma vorrei rassicurare tutti sul fatto che questa terribile funzione del sesso non l'ha inventata il Papa. E' un fatto naturale e non possiamo girargli intorno. Quindi è proprio per questo motivo - la riproduzione della società - che ha senso per un liberale mettere la mano al portafoglio e sostenere la famiglia, anche quella degli altri. Ed è ancora per questo motivo che ha senso chiedere a chi beneficia dell'aiuto di tutti di prendersi le responsabilità che gli competono. Se preferisce, rinunci pure alle responsabilità, ma anche agli aiuti.
E qui vengo al secondo punto, che riguarda chi non vuole sposarsi, ma preferisce convivere. A queste persone non posso che dire che le rispetto, che ho stima di loro e considerazione per le loro famiglie di fatto. Aggiungo anche che sono sicuro che hanno fatto personalmente la scelta giusta nel non sposarsi e a decidere diversamente, ma, aggiungo, non credo di avere nessun dovere di contribuire a pagare per pensioni di reversibilità, affitti e altre facilitazioni. Se vogliono i miei soldi si sposino e, per favore, che evitino di raccontarmi la favola dei diritti, che sono faccende personali, non collettive.
Infine ci sono coloro, come le coppie dello stesso sesso, che non possono sposarsi e quindi sono in una situazione oggettivamente differente dalle coppie che non vogliono farlo. Si tratta di un universo molto variegato, fatto di coppie omosessuali che vorrebbero vivere come se fossero sposate, anziani che cercano di sbarcar meglio il lunario associandosi ad altri anziani, eccetera. A tutti costoro non posso far altro che esprimere la mia simpatia, ma anche qui non mi pare che ricorrano gli estremi di diritti che vanno oltre quelli dell'individuo, quindi non vedo la ragione di dar loro dei privilegi a spese dell'erario.
Concludendo, caro GS, non pretendo di certo che tutti condividano le mie ragioni, ma mi spieghi lei dove, da liberale, mi sbaglio.
Un codiale saluto.
Franco
Bel post Giovanni, ben scritto e ben argomentato. Aggiungo solo una cosa (parziale risposta a Semproni): una cosa e' la difesa della famiglia e una ben diversa e' la difesa delle politiche familiari: che in Italia si possa fare tanto in difesa delle politiche familiari nessuno lo nega e penso troverebbe d'accordo un po' tutti, laici e cattolici, omo e etero (magari un po' meno i single, ma questa e' un'altra storia). Ma qui non sono le politiche familiari ad essere in discussione, e' il concetto di famiglia. Onestamente, non capisco perche' dia tanto fastidio estendere (alcuni) diritti delle coppie sposate a persone che si sentono famiglia pur non avendo il pezzo di carta che conferisca il marchio di"l'autenticita'. Di nuovo... non e' che i DICO sia una legge che impedisca alla gente di sposarsi se ci crede...
Quindi pensione di reversibilità al gatto (o alla gatta) di casa, contratto di affitto all'amante, ecc. ecc.
A parte le provocazioni (che faccio a fin di bene, sia chiaro, per tirare fuori le cose) io ultimamente sto seriamente pensando se non sarebbe meglio, in una ipotetica società futura, che ci si focalizzasse semplicemente sui diritti delle singole persone, eliminando proprio la famiglia come figura giuridica. Dare insomma tutta una serie di diritti alle persone e chiedere loro chi vogliono che ne benefici, indipendentemente da legami familiari. Certo, lo stato dovrebbe attentamente gestire le risorse per porre dei limiti (le risorse non sono infinite), ma concettualmente mi piace questa impostazione. Tipo, caro signor X tu hai diritto a cedere il 50% della tua pensione in caso di morte: a chi la vuoi dare ? E ciascuno risponde ciò che vuole; al figlio, alla convivente, alla convivente a anche alla signorina Y, e via di seguito. Così si andrebbe incontro alle volontà di tutti gli individui.
certo che sì, ma ci metterei anche un cane, un gatto, tre uccellini (ma non in gabbia) e per non far mancare niente a nessuno, i rispettivi amanti del cane e del gatto. (Visto che ti soffermi principalmente a valutare il fattore sessuale delle relazioni, come se fosse la sola cosa determinante).
Ma no, Lucy, non voglio smascherare nessuno.
Chiedo solo e semplicemente se, ad esempio, un rapporto (che ne so) tra un fratello, una sorella e un padre e un'amante del padre e un'amante dell'amante del padre possa considerarsi famiglia: sì o no ?
E perchè ? E' tutto relativo o no ?
@Bimboviziato: non si può ripondere solo sì o no!!! siccome con i tuoi ragionamenti contorti (ed esempi grotteschi) credi di smascherare il "marcio" del concetto di famiglia non santificata dal matrimonio, non vuoi dare la possibilità di replica. @GS: concordo in pieno, ben detto.
Caro GS, ti ho chiesto solo di rispondere sì o no. Non ti puoi trincerare dietro al "diritto della legge italiana" perchè, come tu ben sai e affermi, questo è arbitrario e fatto dagli uomini perciò è relativo e si può cambiare; dipende dai tempi in cui noi come società decidiamo che una cosa sia giusta o sbagliata. Mi pare che, da un punto di vista logico, o ammetti tutte le ipotesi o accetti l'idea di porre dei limiti; e allora non mi parlare di intolleranza perchè è tutto relativo. Vedi che pure tu sei intollerante, solo in modo diverso ?
@Bimboviziato.
In Italia l'incesto e la poligamia sono crimini puniti dal codice penale. Una cosa allora e' chiedersi se un gruppo di individui ha il diritto di sentirsi o definirsi una famiglia, un'altra e' poi accertare se vi si consumino crimini, no? Cosa dire allora di una famiglia eterosessuale, con figli, in cui il marito prende a botte la moglie?
Mi pare che questo punto di vista ci porta un po' fuori strada.
Se togli il fatto criminoso dagli esempi che mi fai, devo dire che non mi appaiono allora cosi' scandalosi. Un padre e una figlia, un padre e un figlio, una madre e una figlia o una madre e un figlio (tutte le combinazioni possibili) che convivono (vai poi tu a scoprire se fanno sesso o no... mica devono compilare un formulario, no?) direi che certamente sono una famiglia. Anzi direi che ve ne sono tante cosi' in Italia, o no?
Gli ultimi due esempi poi, potrebbero in alcuni casi ricadere nel caso di poligamia, non accettata dal diritto italiano. Ma piu' in generale potrebbe trattarsi di un padre e una figlia che vivono insieme a due zii oppure ad un marito e una moglie che vivono con i due nonni.
Insomma, non voglio stare a prenderti in giro, pero' e' chiaro che una cosa e' parlare di un nucleo di individui che vivono insieme l'idea di "famiglia", un'altra e' inserirci degli atti gia' condannati dalla legge Italiana.
Non e' che ci vogliamo mettere a stravolgere tutto in una sola volta, no?
Il punto ovviamente consiste in quante restrizioni ci vuoi mettere, per legge, a questa benedetta idea di famiglia. Deve essere un nuclei con meno di 10 individui, 5? 3? Devono essere equamente distribuiti tra i due sessi? Devono essere tutti della stessa razza? Della stessa lingua? Devono essere tutti cattolici? Possono essere omosessuali? Devono avere tutti i capelli biondi? Possono fare sesso il martedi'? Ci puo' essere tra loro un interista?
Insomma, e' tutto un po' arbitrario, no? E la liberta' dell'individuo che priorita' ha in tutto questo?
GS
Nel paese europeo che dà meno aiuti alle famiglie numerose,
si predica bene e si razzola male.
Affitti alle stelle, asili nido insufficienti, case popolari inesistenti, queste sono le politiche "familiari".
E' ora che questi politicanti pseudodevoti, guardassero
l'evidenza invece di propagandare a sproposito.
Supponiamo che la logica del tuo ragionamento sia corretta (e forse lo è, non è questo il punto), allora dovrebbe valere fino alle estreme conseguenze e cioè anche per combinazioni che, per usare tue parole, si sentono "in cuor proprio famiglia", tipo:
- padre e figlia che convivono (fanno anche sesso e figli),
- madre e figlia che convivono, fanno sesso e vogliono adottare figli,
-madre e figlio che convivono, fanno sesso e procreano,
- tre uomini di 50 anni e una ragazza 18enne che convivono e procreano,
- 2 donne e 2 uomini,
ecc. ecc. ecc.
Ci sarebbe, secondo te, un motivo per impedire loro di costituire una famiglia ? Parrebbe di capire di no, ma mi piacerebbe sentire da te come risolveresti questi casi (che peraltro esistono). I limiti ci devono essere o no ? Se dici no allora il tuo ragionamento fila, se dici di sì allora dovresti spiegare perchè.
@Anne & Inyqua.
Grazie delle parole e dei links.
@Giuseppe.
La prossima volta che sentirai parlare di "integralismo islamico" e che ti scandalizzerai delle parole di Ahmadinejad, prova a guardarti allo specchio e a riflettere sul significato di "integralismo" a casa nostra...
GS
La famiglia é una, altre forme non ne esistono. I laici continuino pure con i capricci...
Ditemi voi è bella:)
A parte questo non è che ci sia da aggiungere molto a quello che sostieni: solo che chi si ostina a santificare quella che considera sacra la famiglia è anche chi ha la possibilità, convivendo senza essere "Dicato", di beneficiare di una simpatica legge dello Stato per cui i conviventi dei senatori e dei deputati possono fruire dell’assistenza sanitaria integrativa di cui beneficiano i loro compagni parlamentari... Io per questo sostengo il Famolo day:)
alle 17:48
Luca
Aldilà del fattore etico penso che Franco abbia centrato il punto, chi si sposa ha dei doveri e tanti, quindi merita anche dei diritti e delle facilitazioni(reversibilità della pensione, sgravi per gli affitti ecc.), ma non è assolutamente giusto nei confronti dei contribuenti regalare queste facilitazioni a chi di doveri giuridici non ne ha, vedi i Dico, di fondo è uno dei motivi per cui disprezzo tanto certe politiche in realtà stataliste(rubare soldi ai contribuenti per dare privilegi a chi non ha doveri), ma che si vendono come libertarie.
Chi non si vuole sposare per me ha tutti i diritti di sentirsi famiglia, magari sotto l'aspetto umano sono anche migliori di quelle con la "patente", MA CHE NON PRETENDA REGALI DALLO STATO OVVERO DAGLI ALTRI CITTADINI, SENZA ACCOLLARSI I DOVERI GIURIDICI CHE SPETTANO AD UNA FAMIGLIA SPOSATA IN CHIESA O IN COMUNE.
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