A difesa dell'individuo e della sua libertà
Questa volta sono proprio rimasto esterefatto. Una proposta del genere, di un tale profilo illiberale, non me l'aspettavo piu' nemmeno da Rifondazione Comunista. Tutti i 27 senatori di Rifondazione hanno firmato un disegno di legge che prevederebbe una quota obbligatoria di film Italiani da imporre alle sale cinematografiche.
Avete capito bene. Lo Stato, secondo i baldi senatori comunisti, dovrebbe obbligare i cinema a proiettare due film europei per ogni film extracomunitario (tra i quali e' evidente che ci sarebbero quelli americani). In piu', tra i due film europei, almeno uno dovrebbe essere Italiano. La pena per infrazione? Trenta giorni di chiusura per la sala cinematografica, ovvero un colpo di mannaia in faccia.
Non e' finita qui. Ancora piu' raccapricciante la definizione di "film italiano" che appare all'articolo quinto del suddetto disegno di legge: la pellicola dovrebbe avere regista italiano, autore italiano, sceneggiatore italiano, interpreti in maggioranza italiani, sonoro in Italiano, direttore della fotografia italiano, montatore italiano, scenografo italiano, costumista italiano e riprese di interni ed esterni effettuati in prevalenza in Italia.
Se e' uno scherzo, sarebbe meglio che lo dicessero subito, perche' nessuno sta ridendo. Pietosa poi la dichiarazione del primo firmatario della proposta, Giovanni Russo Spena:
[...] Il mercato insegue prodotto americani a volte mediocri. La nostra e' una forma di sostegno [al cinema italiano]
Ora, e' chiaro che un tale disegno di legge non passera' mai in Parlamento, dunque e' inutile stare troppo a preoccuparsene.
Il punto semmai e' che tutto cio' rivela ancora una volta l'impronta politica arrogante ed aggressiva di chi non vuole in nessun modo rispettare l'individuo e le sue liberta'. Liberta' in questo caso esercitata nell'avere la possibilita' di andare al cinema a vedersi tutte le piu' incredibili idiozie che aggradano. Straniere o Italiane che siano.
In definitiva, quello espresso in questo disegno di legge fortemente illiberale e' un profondo disprezzo verso il mercato libero, fondato sulle libere scelte del consumatore. Quanta arroganza intellettuale nel pretendere di forzare il mercato dell' entertainment , quanto senso di superiorita' nel voler etichettare per legge certi film come mediocri. Ma certo, ci dimentichiamo che la cultura puo' solo essere di sinistra e che solo la falce e il martello possono essere i vessilli della superiorita' morale...
Ma fatemi il piacere!
Non abbiamo certo bisogno di questo orrendo paternalismo culturale, di questo ipotetico protezionismo cinematografico, di questa visione cosi' illiberale della societa'.
Forse questi bravissimi senatori farebbero meglio ad occuparsi di cose ben piu' serie (non doveva essere un Governo di "persone serie", dopotutto?) e di smetterla di giocare a chi la spara piu' grossa.
Ditemi voi
GS
ringrazio rifondazione per l' idea geniale
Speriamo solo che margherita e tutti gli altri preti non tentino di far arenare codesta idea
Vota rifondazione comunista e vedrai che forse certi
saranno tolti...o perlomeno tassati maggiormente.
avanti popolo alla riscossa Bandiera Rossa
Bandiera Rossa
voi liberali non capite nulla, siete senza speranza - per voi il mondo è un allegro mercato in cui tutti si fanno concorrenza in pace. Peggio di Alice nel Paese delle meraviglie.
alle 18:15
nokia
liberali: dovevate drogarvi di più da adolescenti invece di strare a casa con la mamma e con il papà!!!!!!!!
SFIGATI!!!!!!