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Alitalia sul mercato

Giovanni Sena avatar Mercoledì 6 Dicembre 2006, 03:39 in Deregulation, Ideologia e liberismo, Sindacati, Vicende nazionali di Giovanni Sena

 Il Tesoro ha annunciato che cederà almeno il 30,1% del capitale di Alitalia in suo possesso e ricorda che questo farà scattare l'obbligo di un'offerta pubblica di acquisto (OPA) sul 100% del capitale. In pratica, lo Stato mette finalmente Alitalia sul mercato.

Fin qui tutto bene, dunque. In altri post recenti (qui e qui ) avevo fatto capire come io considerassi la totale privatizzazione di Alitalia un bene per i passeggeri-consumatori, e dunque in definitiva un bene per il Paese.

L'entusiasmo pero' si affievolisce subito nel leggere con attenzione il resto del comunicato diffuso ieri dalle agenzie:

Il Tesoro ha confermato che nel bando verranno inserite diverse garanzie di difesa degli interessi pubblici: "Verrà richiesto ai potenziali acquirenti di presentare un dettagliato piano industriale e di vincolarsi contrattualmente con lo Stato italiano al rispetto di una serie di impegni a partire dalle garanzie su "adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio, livelli occupazionali, mantenimento dell'identità nazionale della società, del suo logo e del suo marchio".

Si torna sempre sullo stesso punto. Privatizzazione si', purche' lo Stato tenga sempre stretto il guinzaglio. Si chiede poi ad una societa' privatizzata in questo modo di combattere la concorrenza e di reggere le mareggiate del mercato con una mano legata dietro la schiena.

Leggiamo bene.

"Garanzie sull'adeguata offerta dei servizi" significa che sara' lo Stato a decidere se il servizio della nuova compagnia aerea privata sara' adeguato oppure no? In base a quali canoni? gli stessi che hanno reso Alitalia cosi' competitiva fino a questo momento?

"Garanzie sulla copertura del territorio" significa che anche le tratte senza domanda di mercato dovranno essere mantenute in piedi, anche a costo di far volare aerei vuoti (con l'ovvia conseguenza si aumentare i costi e dunque i prezzi anche per le tratte piu' richieste)?

"Garanzie sui livelli occupazionali", significa che non si potra' ridurre il personale? I lunghi coltelli dei sindacati non sono dunque sufficienti per difendere i poveri impiegati di Alitalia, certamente tutti assolutamente necessari per il buon funzionamento dell'azienda?

"Garanzie sull' identita' nazionale della societa'" significa semplicemente che lo straniero non e' ben accetto. Evviva il libero mercato, evviva la meritocrazia. Non importa se tu saprai offrire un servizio efficiente  e a buon prezzo, purche' tu sia Italiano.

Infine, e questo e' veramente difficile da capire, lo Stato vuole "garanzie sul mantenimento del logo e marchio di Alitalia". Ma che significa? E se il nuovo proprietario dovesse decidere che il marchio Alitalia tuttosommato non e' poi tutta questa gran garanzia nel mondo? Se lo volesse sostituire con un bel pupazzo blu? Ma lo Stato Italiano deve occuparsi anche dei logo delle aziende private?

Ora, a queste condizioni incredibilmente illiberali, chi si comprera' mai Alitalia? Mr. Prodi, forse?
Inoltre, una compagnia che dovesse nascere con regole cosi' limitanti, come potra' competere con altre linee aeree che operano sullo stesso territorio ma con regole di mercato piu' pure (si pensi ad esempio ad AirOne)?

Ditemi voi

GS
7
7 commenti
7
18 Set 2007
alle 13:02

un cittadino

ma basta con sta alitalia! cari dipendenti avete vissuto per trentanni nel bengodi con stipendi di lusso, ora la pacchia è finita... benvenuti nel mercato, addio alitalia. non c'è futuro per una società non competitiva e alitalia non lo è e non lo potrà mai essere senza tagli di personale drastici. ma drastici davvero, tipo l'80% in meno. prendete esempio da rianair.

6
31 Dic 2006
alle 13:48

Stefano

Io non capisco questa diffidenza nelle aziende statali, eppure sono queste che hanno risollevato l’ Italia dai suoi momenti di crisi. Per quanto riguarda la de-responsabilizzazione non è così, ti posso assicurare che ci sono le punizioni proporzionate a quello che commetti, bisogna verificare poi se vengono attuate. E poi un’ azienda statale è più controllata di quelle private che commettono crack finanziari con lo scopo di rubare i risparmi ai loro investitori. In riferimento alla situazione dell’ Alitalia ci sono stati degli sbagli effettuati dall’attuale presidente e vedrai che verrà liquidato con la sua ciurma, sperando, e qui convengo con te, che non venga poi ricollocato in un’altra azienda a commettere gli stessi errori. Ma questo è un cambiamento che inizierà con l’attuale governo e credo che verranno rivisti e modificati anche gli attuali contratti dei super manager. In quanto alla gestione dei capitali è vero che un privato investe i propri e sicuramente cercherà di farli fruttare al meglio, ma non è poi così vero che un servizio offerto da un privato sia sempre migliore di quello pubblico. I dipendenti poi ,non sempre ma molto spesso, vengono sfruttati più del dovuto in una società privata con una retribuzione non sempre equiparata al lavoro svolto perché il padrone deve aumentare a tutti i costi il plusvalore per arricchirsi sempre di più.

E’ vero che a volte i sindacati non fanno bene il loro lavoro ma è compito dei lavoratori cacciare i propri rappresentanti incompetenti. Il sindacato è una forma fondamentale di tutela per il lavoratore, basti veder il mondo del lavoro prima dello storico 1 Maggio e il cambiamento che c’è stato e non credo che si possa tornare tramite una forma liberale a quei tempi. Basti vedere le realtà dei lavoratori della maggior parte di queste aziende-padrone che non ci pensano un attimo a licenziare i propri lavoratori dichiarando fallimento per non rimetterci i propri soldi.

La pericolosità delle esternalizzazioni di aziende a partner stranieri, come si prospetta per l’Alitalia che si trova in crisi, non è altro, e lo ripeto, che una svendita e una perdita di una compagnia , di bandiera o no, è comunque perdere un pezzo della nostra crescita economica.
Il liberismo se fosse attuato come lo intendete voi non sarebbe un cosa sbagliata ma purtroppo ci sono personaggi che hanno alle spalle multinazionali, le quali comandano i governi, facendo credere alle masse di essere in un sistema libero o diretto in quella direzione ma si tratta di un falso liberismo. Ti fanno credere che stai bene in base a quanti cellulari hai o a che macchina possiedi, il possesso nella sua forma più puerile, ci troviamo non in una società civile ma in una società di surplus, dove vige la legge del superfluo. Scusa se sto andando fuori discorso ma la questione è talmente complessa che ci vorrebbero giorni per spiegarla.
La mia giunzione tra fascismo e anarchismo non è altro che la spiegazione di questa idea liberale senza leggi per i più forti e paragonabile , nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni, ad un anarchismo governato da questa nuova forma di fascismo, che non si può definire in altro modo, il quale non tiene conto delle basilari esigenze umane trasformando l’uomo in un vile consumatore con una mente schiacciata dall‘edonismo.
Spero di essere stato più chiaro e le auguro un buon anno nuovo

5
10 Dic 2006
alle 02:04

GS

@Stefano.
Una cosa alla volta. Il problema principale dell'azienda statale in generale, e' esattamente quello della de-responsabilizzazione dei dirigenti. In un'azienda privata, il dirigente che compie scelte sbagliate (o che ruba) viene licenziato se e' un dipendente oppure perde parte del proprio capitale se e' il propietario. In ogni caso e' direttamente responsabile delle proprie azioni sul mercato. Nel caso di un'azienda il cui proprietario e' lo Stato tutto questo non avviene. I Governi cambiano, gli interessi si accavallano, e la competitivita' dell'azienda e' sempre molto in basso nella scala delle priorita'. Perche'? Perche' il proprietario (lo Stato) in questo caso maneggia dei soldi (quelli guadagnati dai cittadini e forzatamente raccolti con le tasse) che non sono suoi.
Privatizzare un'azienda come Alitalia ha anche il compito di introdurre un sistema in cui il dirigente e' chiamato a rispondere delle proprie azioni.

Altro che super-burocrati corruttibili, politicamente ricattabili ed incapaci !!

Riguardo i dipendenti ed i sindacati, ti invito a considerare l'ipotesi che questi ultimi non facciano sempre i veri interessi dei primi. I dipendenti sono infatti i primi, insieme ai consumatori, a desiderare un'azienda sana e competitiva, uniche condizioni che possano mantenere i loro salari in linea con il mercato. I sindacati purtroppo giocano troppo spesso, sulla pelle dei lavoratori stessi, una partita politica che non dovrebbe essere di loro competenza.

Andiamo avanti. Personalmente non penso che perdere l'identita' nazionale (la cosidetta "italianita'") di aziende di servizi come Alitalia coincida come dici tu alla svendita della stessa. Il fatto che il proprietario non sia Italiano non significa automaticamente che questi l'ha pagata poco, no? L'unico parametro importante deve essere l'efficienza e la competitivita' del servizio reso, a vantaggio del consumatore (il cittadino che vuole volare da Roma a Palermo ad un prezzo decente e senza ritardi) e anche del lavoratore (il cittadino che vuole essere assunto da un'azienda che rispetti i contratti, che sia finanziariamente solida e che abbia prospettive per il futuro).

Riguardo il tuo giudizio su questo blog, purtroppo non posso fare altro che rileggere la pochezza delle tue osservazioni: "quel fascismo-anarchico che mette in primo piano l’irrazionalità e l’azione, forme attuali e logiche di questo nuovo fascismo".
Boh? Mettere insieme categorie come quelle di fascismo e di anarchia non fa altro che rivelare una confusione propria di chi ripete automaticamente slogan per "sentito dire"...
Orizzonte Liberale porta avanti idee liberali. Se avessi letto qualche post qui pubblicato lo sapresti. Oltretutto e' bene che tu sappia che fascismo che comunismo hanno almeno una cosa in comune: l'odio e il ribrezzo per il pensiero liberale, che punta tutta l'attenzione sull'individuo e non sulle "masse".

GS

4
09 Dic 2006
alle 16:06

Stefano L.

La situazione di Alitalia in questi giorni e negli anni passati non è mai stata rosea, non si è mai riusciti ha trovare e ad analizzare il vero problema che attanaglia la compagnia di bandiera. Ma si continua, purtroppo anche in questo blog, a puntare l’indice sui dipendenti, sui sindacati e mai sulle classi dirigenti che commettono errori da milioni di euro. Questo falso liberismo ha come unico effetto quello di far perdere l’identità nazionale alla compagnia di bandiera e portare alla svendita della società a partner stranieri.
Questo Blog a difesa dell’individuo e delle sue libertà è palesemente falso, esprime in modo primitivo ed elementare le idee di quel fascismo-anarchico che mette in primo piano l’irrazionalità e l’azione, forme attuali e logiche di questo nuovo fascismo.
Basti vedere l’ultima manifestazione liberale che c’è stata a Roma contro l’attuale governo, una puerile manifestazione di persone che non vogliono pagare le tasse sventolando bandiere tra le quali spiccavano quelle con simboli fascisti.
E questo sarebbe il liberismo da voi sostenuto???????????

Stefano L.

3
06 Dic 2006
alle 15:25

gianfalco

E ora si profila l'ingresso di Airfrance...
Guarda la vignetta
ciao
gianfalco

2
06 Dic 2006
alle 14:35

GS

@Alessio. Diciamo che avrei preferito una tua opinione piu' articolata...
Sei ovviamente libero di dissentire su ogni parola che scrivo, ma i toni da te usati non ti fanno onore, diciamo.
Sarebbe forse ora che si cominciasse a rispettare di piu' l'opinione altrui.

GS

1
06 Dic 2006
alle 07:59

Alessio

Hai fatto un commento di merda.

Un operaio Alitalia Sevizi.

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