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Una Finanziaria illiberale

Giovanni Sena avatar Martedì 3 Ottobre 2006, 03:49 in Ideologia e liberismo di Giovanni Sena

 Tenetevi forte perche' nei prossimi giorni saremo travolti da una mareggiata di commenti sulla Finanziaria 2007 (DPEF- Documento di Programmazione Economica e Finanziaria). Tra giornali, televisione e blogs ce n'e' gia' per tutti i gusti. Basta scegliere la parrocchia giusta, e si avra' il sermone desiderato.

Personalmente, mi e' piaciuto l'articolo pubblicato su LaVoce dagli autorevoli Tito Boeri e Pietro Garibaldi.

La cosa piu' difficile in queste discussioni e' sempre la percezione dei dati, che possono spesso essere letti e interpretati da vari angoli. E' un vizio che affligge qualunque parte politica e che non dovrebbe scandalizzare nessuno. Basta che si sappia.
Parlando allora di dati, ve n'e' uno molto semplice che sembra invece trovare d'accordo un po' tutti i commentatori: la riduzione della spesa non e' una parte importante di questa Finanziaria. Ad esempio,  Boeri & Garibaldi riassumono:

Lo sbilanciamento a favore delle entrate non è leggero: si va ben oltre il 50% paventato qualche giorno fa. E solo in rari casi si sono attivati meccanismi virtuosi che porteranno a risparmi crescenti nei prossimi anni. Quindi si è fatto pochissimo per riprendere controllo della spesa pubblica.

Politicamente era evidente che il Centrosinistra non poteva trovare dentro di se' quella forza necessaria per attaccare in modo incisivo le spese dello Stato. In verita' la volonta' politica per fare questo non c'e' probabilmente mai stata nel Governo in carica. E allora e' chiaro che se non si puo' mettere lo Stato in cura dimagrante, l'unica altra possibilita' per cercare di migliorare i conti pubblici sara' quello di aumentare le entrate. Questo si puo' fare solamente alzando te tasse. Cosa ampiamente prevista dalla CdL durante la campagna elettorale...

Non e' un caso che anche i frammenti piu' progressisti dell"Unione si sentano a disagio in queste ore. Ad esempio, ieri Capezzone rilasciava un'intervista al Giornale in cui tra le varie cose dichiarava:

[...] Qualche mese fa in estate il governo ha presentato il Dpef e il Parlamento lo ha approvato. E quel documento diceva che la Finanziaria avrebbe dovuto contenere riforme strutturali, in particolare sul lato della spesa. Cioe' pensioni, sanita', pubblico impiego e finanza locale. Adesso ci ritroviamo con una manovra che non e' sul lato della spesa e delle riforme, ma solo su quello delle tasse. Io non ci sto. [...]

E' inutile girarci intorno. Il punto e' questo: si potrebbe, oggi in Italia, abbattere molte spese dello Stato senza danneggiare il tessuto sociale, senza minare le fondamenta del welfare e della solidarieta' verso i cittadini piu' deboli. Ci vorrebbe un attaco frontale alla burocrazia, agli sprechi fatti in cattiva fede nella sanita',  all'inutile esercito di dipendenti statali nullafacenti, alle mille pieghe della societa' dove lo Stato ha col tempo allungato i propri tentacoli producendo costi tanto inutili quanto elevati. Lo Stato e' oggi obeso, acciecato da una sterile promozione di se' stesso. E uno Stato cosi' fatto spende, spende, spende.

Ieri citavo Friedman e la sua ossessione per l'abbattimento delle tasse. L'anima liberale risiede nella convinzione che l'individuo deve contare piu' dello Stato, e che solo il primo sapra' spendere al meglio i propri soldi. Un Paese in cui lo Stato spende meno e lascia piu' scelte, e denaro, in mano ai propri cittadini e' un Paese piu' libero. Viceversa, la' dove sempre piu' entrate assicurano allo Stato la possibilita' di ingrassare senza limite, si trovera' una societa' meno libera, piu' soffocata dalle idiosincrasie del Governo del momento.

Per questo dico che questa Finanziaria, per come ci appare in questi giorni, e' in definitiva illiberale.

Ditemi voi

GS

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06 Ott 2006
alle 14:30

Rosario Mastrosimone

E' vero. Il problema è che la precedente era anch'essa illiberale. Insomma, il voto come massima espressione della "non scelta".

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