blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Dipendenti statali nullafacenti

Giovanni Sena avatar Lunedì 4 Settembre 2006, 02:25 in Ideologia e liberismo, Sindacati, Vicende nazionali di Giovanni Sena

 Ho trovato particolarmente significativa la recente polemica sulla licenziabilita' di quei (numerosi) dipendenti statali essenzialemente nullafacenti.

Tutto e' nato con un editoriale di Pietro Ichino sul Corriere della Sera del 29/8, incentrato proprio sulla proposta di creare un organo indipendente in grado di individuare quegli impiegati dello Stato che pur percependo un compenso finissero con il non offrire il corrispondente servizio. Tali elementi andrebbero licenziati, seguendo il ragionamento di Ichino, contribuendo cosi' ad una riduzione della spesa pubblica ed ad una maggiore razionalizzazione del sistema di servizi pubblici.  Si tratterebbe insomma di applicare banalmente un po' di sacrosanta meritocrazia a quel costoso ed inefficiente baraccone che spesso finisce solo con il rallentare la libera iniziativa dei cittadini.

Quali sono state le reazioni a tale provocazione?

Ovviamente, i sindacati sono insorti all'unisono per sbeffeggiare e bocciare istantaneamente la parola a loro piu' ostile: licenziamento. Si sono allora lette le dichiarazioni:

Carlo Podda (Cgil): Mi verrebbe da dire che si tratta di elucubrazioni sotto l'ombrellone, ma probabilmente l'ombrellone era chiuso e Ichino è stato vittima di un colpo di sole.

 Raffaele Bonanni (Cisl): L' analisi sui nullafacenti e' un luogo comune che utilizza frasi trite e ritrite. Serve piuttosto, un nuovo piano industriale per la pubblica amministrazione e in questo senso il sindacato è pronto a offrire la sua proposta per renderla più efficiente.

Antonio Focillo (Uil): Per una maggiore efficienza della pubblica amministrazione bisognerebbe semplificare le procedure piuttosto che criminalizzare i lavoratori.

Il solito fuoco di sbarramento contro ogni attacco ai privilegi acquisiti, senza il minimo rispetto nei confronti dei cittadini che oltre al danno di servizi pubblici completamente inefficienti devono subire la beffa di una spesa pubblica accresciuta da dipendenti statali dedicati unicamente ai propri porci comodi.

Se Romano Prodi si e' mostrato aperto all'idea di un organo incaricato a tali controlli sui dipendenti pubblici, ha poi subito voluto aggiungere che i sindacati stessi dovrebbero partecipare a tale procedimento. Punto a capo, dunque.

Subito, Renato Manheimer, ha fatto il sondaggio (qui il riassunto dei risultati). Alla domanda E' d'accordo che per risanare la spesa pubblica bisognerebbe licenziare almeno una parte dei dipendenti inefficienti?
Il 30% si e' detto Molto d'accordo e il 41% Abbasatnza d'accordo, contro un 19% di Poco d'accordo ed un 7% di Per nulla d'accordo.

Il 71% degli Italiani sarebbe dunque d'accordo con l'impostazione di Ichino. Come dargli torto? L'inefficienza dei molti (troppi) servizi gestiti dallo Stato e sotto gli occhi di tutti. I costi a volte lo sono meno, ma ci sono. Gli sprechi sono enormi, ed e' evidente che un attacco razionale alla spesa pubblica deve anche passare per il nebuloso settore dell'impiego pubblico.

Quello tra contribuente ed impiegato statate e' un vero patto sociale analogo a quello tra datore di lavoro e lavoratore. Lo stipendio deve corrispondere al servizio reso. In una societa' di mercato, chi rompe il contratto di lavoro non puo' pensare di mantenere intatti i propri privilegi.

Applicare le piu' semplici leggi di meritocrazia agli statali finirebbe dunque non solo con l'alleggerire la spesa pubblica e rendere piu' efficienti i servizi dello Stato, ma pure con l'aumentare il senso di giustizia ed etica sociale.

Non mi paiono effetti da poco.

Ditemi voi

GS

31
31 commenti
31
02 Feb 2012
alle 12:18

Maria Rivelazione Trivisonno

ma che bisogno c'è di licenziare? basta che i dirigenti facciano (sì loro proprio loro) il loro dovere. se si rendono conto che i dipendenti non lavorano quanto dovrebbero, DEVONO richiamarli all'ordine. una volta, due volte, tre volte. dopodiché si può parlare di licenziamento. il problema vero è che spesso gli stessi dirigenti NON LAVORANO COME SI DEVE. l'italia è una sacca di privilegi e favoritismi e di cosiddetto quieto vivere. i sindacati stessi, TUTTI, sono sacche di potere dove bisogna mettere mano per stanare privilegi e assenteismo (dove per assenteismo intendo quello che praticano nei posti di lavoro, ossia non fanno quello che dovrebbero fare, tipo informare la base: preferiscono fornire la pappa pronta, il che torna comodo ai lavoratori che non hanno voglia d'informarsi e impegnarsi).

insomma l'italia tutta sarebbe da rivedere. non credo che sarà un processo breve. ma bisogna farlo. stiamo andando a fondo.

dopodiché esiste una marea di gente nell'impiego pubblico che non solo fa il proprio dovere, ma anche di più. lo so per esperienza diretta, mia e di tanti colleghi. il professor ichino parla facile perché questo porta acqua al suo mulino: l'acqua di quelli che odiano gli impiegati pubblici, che ci sono sia nel privato (soprattutto) sia nel pubblico. e sia a destra sia a sinistra. ma è tutto fumo negli occhi, luoghi comuni, mai approfonditi veramente.

 

30
13 Mag 2011
alle 09:25

Nazzareno

Vogliamo unificare il trattamento economico e normativo del dipendente pubblico a quello dei dipendenti privati secondo l'art. 3 della Costituzione? Benissimo; vogliamo cominciare con il corrispondere ai dipendenti pubblici stipendi non da assistenza al terzo mondo ma stipendi adeguati al lavoro che svolgono secondo le direttive di dirigenti non all'alterzza di essere tali? Vogliamo corrispondere, anche, come ai dipendenti privati, il cosiddetto, "fuori busta" che sono regalini piuttosto consistenti che vengono elargiti con benevolenza per incoraggiare i lavoratori? Vogliamo responsabilizzare, non con le minacce e le intimidazioni, i dipendenti pubblici coinvolgendoli con la loro cultura, nel lavoro che viene regolato il più delle volte da dirigenti...................lasciamo perdere. Una cosa è certa: SE IN ITALIA TUTTE LE COSE FOSSERO ATTUATE CON RAZIONALITA', GIUSTIZIA, ONESTA' E BUON SENSO, LA PENISOLA ITALIANA SPROFONDEREBBE NEL MARE.

29
15 Apr 2011
alle 16:24

Stella

Brunetta fa bene il suo lavoro, con un obbiettivo: pretendere il meglio (efficienza, educazione, competenza) dai suoi dipendenti, appunto quelli pubblici.

Naturalmente, in qualche modo dovrà pur punire chi non rispetta questi canoni. A mio giudizio dovrebbe andarci anche più pesante e prevedere il licenziamento per i dipendenti maleducati, scontrosi etc.

C'era stata una proposta di legge sul reato di angheria dei dipendenti statali, che arrivava fini all'arresto per 30 giorni. Mi auguro passi.

28
15 Apr 2011
alle 16:19

Pietrino

L'impiegato pubblico va licenziato, quando sussistono dei presupposti.

E' ridicolo che, ad oggi, ancora sia così difficile licenziare un dipendente pubblico maleducato, scortese, assenteista, nullafacente o incompetente.

 

Come nel settore privato saltano teste tutto spiano e la gente si deve fare davvero il mazzo per portare a casa lo stipendio (senza certezze per il futuro), anche il lavoratore statale deve essere messo sulla stessa condizione, per rispettare un principio fondamentale di questa costituzione, appunto l'articolo 3 sull'uguaglianza dei cittadini.

 

Credo che nel futuro le cose evolveranno in questo senso e i dipendenti pubblici verranno equiparati a quelli privati con la conseguenza che ad uno sgarbo con un  cliente, a troppi ritardi, alla non produttività farà seguito un licenziamento.

Personalmente non vedo l'ora che le cose vengano bilanciate a questo modo. E sono stufa di sentire i dipendenti pubblici che si lamentano dello stipendio che percepiscono. Forse è gente che ben poco ha avuto a che fare con il settore privato (dove gli stipendi sono uguali o miseramente più alti, ma le ore e l'impegno di lavoro richiesto è quantitativamente e qualitativamente molto più alto).

Un commento nel post diceva che chi lavora sotto lo stato "si è impegnato per il concorso"... ebbene... sa forse questo signore quanto si impegna un giovane d'oggi per assicurarsi un lavoro? forse conosce il termine stage (sudare dieci ore al giorno senza essere retribuiti)? Forse conosce la parola flessibilità o contratto che non prevede la malattia?

Ponderi meglio quanto esprime. Grazie.

27
03 Set 2009
alle 19:08

software developer

Approfitto per fare un po' di informazione sul mondo dei liberi professionisti, anziché fare sempre e soltanto polemica.
In particolare mi soffermo sull'affermazione che i dipendenti le tasse le pagano tutte subito, a differenza dei professionisti.
Probabilmente molta gente non conosce l'esistenza di due simpatiche "tasse" del mondo autonomo:
RITENUTA D'ACCONTO
Si tratta di una percentuale (20%) da applicare obbligatoriamente ad ogni fattura: denaro che, anziché confluire nelle tasche del professionista, viene direttamente versato allo Stato come anticipo sulle tasse che dovranno essere pagate in sede di dichiarazione dei redditi.
Il meccanismo è quindi lo stesso con cui i lavoratori dipendenti vengono tassati in busta paga.
La percentuale del 20% è alta se si considera che:- Viene applicata sull'intero imponibile; se pertanto le tasse "totali" mediamente decurtano la metà del fatturato, si tratta di metà tasse anticipate.- Il lavoratore autonomo conosce il passato ed il presente, e non il futuro: a differenza di un dipendente, che può considerare il suo stipendio ragionevolmente sicuro per i mesi a venire, un autonomo non sa quanto fatturerà nei mesi successivi. La tassazione "alla fonte" è pertanto per lui più dannosa, perché lo priva di risorse che potrebbero servirgli nell'immediato futuro. Ciò risulta particolarmente drammatico in periodi di crisi come quelli attuali.
Siccome lo Stato non si limita al danno, ma gode della beffa, la ritenuta d'acconto non viene versata direttamente dall'autonomo, ma dal suo cliente. E' onere del cliente far avere al professionista la certificazione dell'avvenuto pagamento della ritenuta in tempo utile per la dichiarazione dei redditi.Siccome il cliente non ha effettivamente interesse ad inviare questa certificazione (tanto la fattura l'ha già scaricata), ecco che il professionista deve "rincorrere" i suoi clienti per avere i benedetti documenti. E se un cliente è stato disonesto, ecco che il professionista deve ri-pagare la ritenuta d'acconto mai percepita!
ACCONTO DI NOVEMBRE
Intorno a novembre i professionisti pagano un anticipo sulle tasse dell'anno che verrà. Quanto pagare viene calcolato tenendo conto del reddito dell'anno passato.Ciò significa che, se l'anno successivo sarà più fortunato, il professionista ci avrà temporaneamente guadagnato. Ma si tratta di una vittoria di Pirro, se si pensa che, se il professionista fatturerà meno, avrà pagato in anticipo ben più denaro di quanto avrebbe dovuto. E pertanto l'anticipo costituirà un ulteriore aggravante di una situazione già di per sé dannosa.Inutile ripetere che tutto ciò diventa particolarmente odioso in periodi di crisi come questo.
Periodi in cui:- I dipendenti pubblici nemmeno si rendono conto della crisi: loro lo stipendio ce l'hanno comunque garantito;- I dipendenti privati, male che vada, hanno la cassa integrazione: soldi attinti dalle tasse, che garantiscono al lavoratore un reddito anche se fisicamente a casa a girarsi i pollici;- Gli autonomi devono rimboccarsi le maniche, e se questo non basta, chiudere.

26
03 Set 2009
alle 18:31

software developer

In effetti di tempo ne ho. Ed il tempo che uso è tutto a carico mio. Se tu invece, caro Ale, sei uno statale, mi viene spontaneo chiederti come mai non eri a lavorare martedì 7 luglio alle 14 passate.

Invece di argomentare contro le mie "fesserie", non trovi di meglio che abbondare di punti esclamativi e puntini di sospensione in una frase e mezzo, messi a casaccio.

Ok. A ben vedere almeno mezzo argomento lo porti: dai la colpa ai dirigenti e Brunetta.

Sui dirigenti posso anche essere d'accordo. Ma la mia rabbia (che non è invidia, bada bene, perché non riesco proprio ad invidiare dei pidocchi) va contro l'incoerenza e l'ipocrisia, da me considerate mali supremi, di tanti statali che commentano su internet: infatti mi dà fastidio la loro presunzione d'essere grandi lavoratori, addirittura la colonna portante dell'economia italiana in quanto gli unici che le tasse le pagano tutte ed in anticipo.

Se questi statali ammettessero di essere dei privilegiati, in larga parte vagabondi, non avrei motivo di attaccarli in maniera così sprezzante. 

25
07 Lug 2009
alle 14:47

Ale

..per scrivere tutte queste fesserie!!!

Tutta invidia...più che con gli impiegati prendetevela con i DIRIGENTI..e con Brunetta...

24
07 Lug 2009
alle 14:44

Ale

Per Software Developer

Anche se sei autonomo ne hai di tempo libero!!!! 

 

23
05 Mag 2009
alle 10:04

Luca

quoto, anzi straquoto il commento di software developer, hai riassunto tanto in poche righe, bravo

22
30 Apr 2009
alle 12:05

Antonio

COMPLIMENTI LA TV E' RIUSCITA A DARE TANTA DISINFORMAZIONE SUGLI IMPIEGATI PUBBLICI....APPENA UNO ESCE DAL COMUNE SI DICE CHE FA I SUOI COMODI. INVITO TUTTI GLI IMPIEGATI A NON USCIRE PIU' PER SERVIZIO COSI' QUALCUNO CAPIRA'. CHE BELLO METTERE LE CLASSI SOCIALI BASSE UNO CONTRO L'ALTRO, COSI' BRUNETTA CONTINUA IL SUO STIPENDIO DA FAVOLA. ......comunque vi confermo che nel pubblico impiego si prendono circa 1100 euro mensili e resta la possibilità di essere licenziati, informatevi meglio. La Polizia Penitenziaria è al primo posto per malattie, in media lavorano 8 mesi su 12, verificate!

 grazie.

21
29 Ott 2008
alle 18:44

Software Developer

Sono un libero professionista nel ramo dell'informatica.

Vorrei ricordare alcuni dati di fatto ai dipendenti pubblici che si sono lamentati nei commenti precedenti:

1. Se il vostro lavoro (ammesso che effettivamente lavoriate) non vi aggrada - perché la retribuzione è bassa, perché non avete soddisfazioni professionali, o per qualsiasi altro motivo - siete liberi di cercare un lavoro diverso. Ad esempio aprendo una partita IVA (operazione gratuita e realizzabile in una giornata), e toccando così con mano quant'è "semplice" e "paradisiaco" il mondo del lavoro autonomo.

2. Il passaggio inverso - da lavoro autonomo a lavoro pubblico - non è altrettanto semplice, purtroppo. Per cui se doveste pentirvi della scelta fatta - perché improvvisamente vi rendete conto che se non lavorate nessuno accredita denaro sul vostro conto corrente, quando vi ammalate (per davvero) nessuno vi paga per stare a letto con la febbre, i giorni festivi non esistono e i clienti vi possono disturbare anche la domenica, quando arriva luglio lo Stato vi toglie il 50% di ciò che avete fatturato anche per pagare quell'esercito di ladri cui una volta appartenevate - sappiate che ritornare alla scrivania pubblica non è così semplice.

3. Se i professionisti evadono (ma solo quelli che hanno a che fare coi privati... io purtroppo non posso, dato che lavoro esclusivamente per aziende) è perché i loro clienti glielo permettono. E probabilmente anche voi siete tra quei clienti. Se non chiedete la fattura al dentista, all'idraulico, al veterinario, lo fate solo per avere uno sconto: siete quindi complici di quegli evasori, ed a vostra volta evadete il fisco. Di cosa vi lamentate, quindi?

Essere un autonomo è bello perché si è padroni di se stessi. Si è responsabili di quel tanto o poco che si guadagna. Si può anche sperare di diventare ricchi, se si è bravi, volenterosi e fortunati. Io non cambierei il mio lavoro con nessun impiego pubblico o privato. Però per apprezzare il lavoro autonomo bisogna avere caratteristiche che - ne sono sicuro - la maggior parte dei parassiti pubblici, abituati ad avere senza dare, non possiede.

20
25 Set 2008
alle 12:01

Luca

peccato che Sud a livello istituzionale sbafi e mangi una quantità assurda di soldi prodotti dal Nord e trasferiti poi allo stato attraverso le imposte, per favore non venitemi a dire che è il contrario

19
25 Set 2008
alle 10:44

enzo mario

Gentile Direttore,

Come sempre anche in rapporto alla Costituzione, l'Italia corre dietro le mode e non si fanno riflessioni serie sullo stato dell'arte delle cose.

Potremmo affermare che la Costituzione va cambiata perchè non più rispondente ai tempi, 

naturalmente questa affermazione viene da chi intenderebbe avere una nuova costizione a propria misura per soddisfare ancor piu' i suoi egoismi......

Domanda: quali sono i motivi per cui molte parti della Costituzione non sono state attuate?

Lavoro

Uguaglianza territoriale sociale economica del, paese

Libertà individuali

Giustizia

Religione

ecc...

Questi sono solo alcuni dei temi su cui dovremmo ragionare seriamente e pacatamente prima di voler cambiare, perchè, la nostra costituzione nella sua enunciazione di principi è attualissima e mantiene integro il suo valore di indirizzo.

Ma allora chi la vuole cambiare?

Primi fra tutti, i nostri politici, incapaci di attuarla.

Personaggi vari che hanno già soddisfatto in questa parte di vita della Repubblica tutti i loro famelici appetiti (finanzieri, operatori economici, politici, giornalisti, avventurieri ecc..).

 

Mi viene spontaneo un impeto di rabbia, pensando a cosa succede nella mia Calabria, dove non c'è Giustizia, Legalità, Uguaglianza, Economia libera, dove una classe politica dalla nascita della Repubblica ad oggi ha pensato solo a ingrassare se stessa e i propri parenti e ancor oggi non paga continua, soffocando gli aliti di libertà che di tanto in tanto aprono spiragli di verità e di volontà di riscatto di un  popolo da sempre suddito. Ma, sono in buona compagnia i politici, sul carro salgono sempre e comunque tutti colororo che fanno affari e malaffari con la politica. Un esempio per tutti, da noi è un continuo nascere di grandi magazzini, banche, finanziarie, ora la Calabria è  una regione di soli 2 milioni di anime, meno di una grande città italiana, il prodotto interno e quello procapite ci colloca all'ultimo posto in tutte le graduatorie, eppure nascono e fioriscono iniziative imprenditoriali  incredibili, salvo poi constatare che quei poveri ragazzi che lavorano in queste strutture, sono trattati più da schiavi che lavoratori,le donne spesso umiliate quand'anche non violate, qualcuno che si è ribellato denunciando magari è ancora alla ricerca di un nuovo lavoro che non trova e forse non troverà mai.

Ma anche noi siamo cittadini italiliani, anche per noi vale la stessa costituzione, le stesse leggi, anche noi siamo italia, come milano brescia torino, venezia ecc....

e invece no, per noi non valgono le stesse regole, vorremmo trovare la via del riscatto, vorremmo essere anche noi cittadini e invece siamo sudditi siamo trattati dall'italia da sudditi......

anche noi calabresi vogliamo le stesse cose che la Lega rivendica per i propri elettori, vogliamo ciò che hanno i milanesi, i torinesi, i veniti, i trentini, ma più di ogni altra cosa vogliamo riconoscerci nella costituzione e nei suoi principi di cui rivendichiamo la sua attuazione su tutto il territorio della nazione.

altro che riforma della Costituzione della Repubblica Italiana.

E queste cose e altre ancora le pretendiamo da uno Stato che deve essere sovrano, da un Governo che non può solo tenere in considerazione di una parte del popolo di quel territorio sovrano, lo chiediamo alle Istituzioni tutte che ci devono essere amiche e aiutarci in questo percorso di riscatto ed emancipazione perchè questa è la loro funzione, lo chiediamo alla chiesa come accezione generale, lo chiediamo a noi stessi per essere cittadini e non sudditi.

Vogliamo lavoro per i figli, legalità,  strade, infrastrutture, ferrovie, porti, aeroporti, tutela del territorio, scuole, università, ospedali che funzionano, non come quello di Vibo dove l'unica certezza è morire, vogliamo i diritti negatici da sempre, perchè noi calabresi il nostro contributo di lavoro intenlligenza e sangue al progresso del nord lo abbiamo già pagato, per unpezzo di pane amaro.

Gli egoismi di chi ha già tanto non ci convince anzi potrebbe essere un drammatico grimaldeldo per la convivenza civile in questo paese. Pensare che sia giusto evadere le tasse  perchè la pressione fiscale è alta è una vergognosa giustificazione del peggiore delitto che si possa commettere contro uno stato di diritto, cosa deve fare chi non può evadere le tasse, deve andare a rubare chi evade, perchè sono due facce della stessa medaglia, cosa deve fare chi non trova lavoro, deve arrangiarsi...ma a fare cosa a delinquere, perchè chi evade non gli permette di avere una possibilità di lavoro sotto forma di ridistribuzione della ricchezza del paese?

cosa deve fare un cittadino con 500 600 euro al mese questa è la media degli stipendi del settore privato in Calabria, salvo poi firmare una busta paga di 1200 1500 euro permettendo ai datori di lavoro di accumulare ricchezze in nero da destinare a chissa che cosa ?

I nostri polici regionali... hanno ceduto la gestione dell'acqua ad una società senza capitali, permettendo a loro stessi di ingrassare e facendola pagare alla gente come a Milano, ma la richhezza procapite di un cittadino a Milano è ben diversa di quella in Calabria...

Ma dove sono quelle Istituzioni che dovrebbero sorvegliare perchè le Leggi tutte vengano rispettate...dov'è lo Stato, dov'è il Governo...dov'è.....??????

e noi ci accontentiamo delle favole che racconta LO STATISTA BRUNETTA. POVERA ITALIA!!!!

 

NOI CALABRESI VOGLIAMO RISARCITI!!!

OGGI VOGLIAMO ESSERE EQUAMENTE RISARCITI DA QUESTA ITALIA INGENEROSA  SORDA E CIECA.

VIVA L'ITALIA

VIVA LA COSTITUZIONE

VIVA LA CALABRIA

FORZA CALABRESI LA STRADA E' IN SALITA MA NOI ABBIAMO LA TESTA DURA E CE LA FAREMO.

NON FIDIAMOCI PIU' DEI POLITICI DI PROFESSIONE..VADANO A LAVORARE 

18
13 Set 2008
alle 16:41

pino

Infatti, guadagna di più una badante extracomunitaria di 20 anni che percepisce 700 euro al mese esentasse vitto e alloggio compreso...mentre l'impiegato statale italiano che lavora spesso lontano da casa, dopo essersi impegnato a studiare per il concorso, dopo aver pagato tutte le spese che deve sostenere, si deve far spedire i soldi dalla mamma per tirare avanti .....ma Brunetta è matto? Vorrei vedere lui a viveve lontano da casa con 1200 euro al mese e stare in coabitazione con estranei a più di 40 anni di età...mo comincio ad essere abbastanza incaz...!

17
12 Set 2008
alle 23:52

Paolo

Per Persico..nella zona dove vivo non ci sono aziende private di rilevo in questo settore, oltretutto alla mia età (oltre 40) non è facile farsi assumere, ne tantomeno fare valigie ed andarsene abbandonando, famiglia ed affetti;  poi perchè rischiare tanto per una piccola differenza di 100 o 200 euro? Oggi chi ha il potere di offrire il lavoro vuole fare profitto a tutti i costi sfruttando chi lavora per lui. Volevo anche dire che le migliaia di lavoratori statali che lavorano lontano da casa hanno fatto arricchire i proprietari degli appartamenti del nord italia creando delle vere e proprie economie tutte a vantaggio dei proprietari, i miseri stipendi che i lavoratori  percepiscono rimangono in buona parte nel nord italia nelle mani dei già ricchi proprietari di immobili, i quali sono ben contenti di affittare a costi proibitivi! E' Veramente uno SCHIFO!

16
09 Set 2008
alle 17:16

m.persico

@PAOLO

Puoi sempre cercare un posto di lavoro nel privato.

15
09 Set 2008
alle 12:22

Paolo

Sono un dipendente del ministero della giustizia nominato Esperto informatico amministratore di sistema di una Procura della Reppubblica ed a conti fatti (tolte le spese per il pendolarismo) percepisco meno di 1000 euro al mese..è giusto? Un pizzicagliolo che abita vicino casa mia guadagna di più...mentre io che ho la responsabilità della conduzione di un sistema informatico cosi delicato percepisco sta paga da fame...già e tanto che mi alzo la mattina per andare a lavorare...altro che fannullonismo...io marcherei visita tutti i giorni

14
25 Ago 2008
alle 21:33

Alessandro D'Angelo

Luca scrive: "Perchè non parlate mai delle indennità, privilegi e vantaggi dei dipendenti statali?".

Quali vantaggi? I vantaggi li hanno solo i parlamentari o chi lavora in uffici particolari della Corte dei Conti, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e altri pochi enti.

Un civile della difesa che vede il proprio capo ufficio rimandare in dietro (all'Ente Centrale) le SOMME (€) preposte per un buon funzionamento dell'ufficio, cosa deve  pensare di  costui?

Sarebbe  giusto se fosse licenziato per incapacità organizzativa?

 

13
23 Lug 2008
alle 22:54

Marco

Leggendo i vari commenti, il pensiero del popolo mi pare riassumibile così: ciascun lavoratore privato o pubblico che sia è convinto  di essere il solo a farsi il mazzo e di venire tartassato, mentre tutti gli altri fanno i furbi.Sono arrivato alla conclusione che in effetti è proprio così.Il fatto è che in Italia, a mio parere, a qualsiasi livello esistono piccoli "privilegi" e così ogni categoria si ritrova a suo modo privilegiata rispetto ad un’altra. I commercianti lavorano sodo dalla mattina alla sera ma hanno le regole sulla concorrenza e anche la possibilità di evadere un tantino le tasse, così come i liberi professionisti. Esiste da qualche parte un dentista che rilascia la ricevuta fiscale di sua spontanea volontà? I tassisti, i farmacisti e i notai hanno il numero chiuso e di liberalizzazioni non ne vogliono neanche sentir parlare. I professori universitari possono fare  tranquillamente il secondo o il terzo lavoro senza dover renderne conto a nessuno. I medici possono fare la libera professione anche nelle strutture pubbliche.. e infatti… se vai in ospedale e chiedi una visita medica specialistica con un medico pagando il ticket, il suddetto medico ti può visitare solo dopo qualche mese, mentre se chiedi la visita a pagamento con lo stesso medico, dentro lo stesso ospedale, in orario ospedaliero diurno, con le attrezzature mediche pubbliche, pagate con i soldi dei contribuenti, tale medico ti fissa la visita immediatamente. E potrei fare tanti altri esempi.Bene, e il dipendente pubblico? Chi lavora nella Pubblica Amministrazione (soprattutto nei ministeri) considerato che lo stipendio è quello che è, ha di regola il privilegio, se proprio vuole, di fare il meno possibile.  E’ una consuetudine. Il problema non è quindi il privilegio di una categoria,  in questo caso dei dipendneti pubblici, il problema è che i privilegi sono talmente diffusi da essere diventati parte integrante del sistema.

Infatti, il piccolo privilegio distribuito alle varie corporazioni è l'unico vero motivo per il quale socialisti e democristiani, mimetizzati oggi sotto le più svariate sigle politiche, sono ancora lì che ci governano da decenni. E’ per questo che sorrido nel leggere i commenti di quelli che definiscono tutti i dipendenti pubblici “magnatori a sbafo”. E’ per questo che sorrido quando sento parlare Brunetta di inefficienza della Pubblica Amministrazione,  e vorrei tanto chiedergli: come mai, ancora oggi,  il potere politico ha la facoltà di nominare in tutti gli Enti Pubblici in maniera fiduciaria (ovvero senza necessità di fare alcun concorso) dirigenti ossequiosi ed inetti? Secondo voi fa più danni un dirigente incapace o dieci  impiegati che si grattano?

 

12
23 Lug 2008
alle 17:21

Luca

Perchè non parlate mai delle indennità, privilegi e vantaggi dei dipendenti statali?

Se poi non ti vanno bene 1.100 Euro (e dubito che un dipendente statale prenda solo quelli) cambi lavoro.

Altra cosa nel privato le assenza non vengono pubblicate in internet, ma se ne accorge bene il datore di lavoro e ti assicuro che in un modo o nel'altro provvede.

Vogliamo parlare della vergognosa illicenziabilità statale? (che in parte esiste anche nel privato)

meglio di no perchè ci sarebbe da vomitare.

sai chi avrei messo al posto di Brunetta?

Ichino 

11
22 Lug 2008
alle 11:46

Alessandro D'Angelo

Un amico di 35 anni sta lavorando come custode garacista notturno assumendo 1.600 € al mese come primo lavoro, mentre un impiegato  CIVILE  con 40 anni passati di servizio presso il Ministero della Difesa recepisce circa  1.100 € mensili dopo aver pagato milioni di tasse.

E' GIUSTO?

Il punto di fusione sociale  per una rivoluzione come quella    francese ancora non è giunto.

Ma il punto SUSSISTE e i politici dovrebbero essere più accorti per un  futuro poco ottimista.

Un pò di Lungimiranza non è dannosa.

10
06 Lug 2008
alle 22:49

L'ospite inquietante

Si privatizziamo tutto, ognuno deve avere dei servizi se è in grado di pagarli altrimenti vada a lavare i vetri ai semafori.

E se un domani ci sarà qualche cittadino integrato che si lamenta del servizio privato deve essere impiccato in pubblica piazza. 

 

9
06 Lug 2008
alle 12:01

sciamano

inutile ripeta la storia che i dipendenti pubblici sono quelli che sicuramente pagano le tasse e i privati li ritirano con sconti e sovvenzioni. Da noi tutti gli appalti a ditte esterne si sono rivelati disastrosi, lavori di ristrutturazione da schifo, volti solo a pappare, lavori di supporto come la lettura ottica, tutta da rifare da capo per inettitudine degli addetti della ditta. tutti ci pappano col pubblico. sedi che si reggono su 4 o 5 persone perchè chi viene promosso o va in pensione non è sostituito, e ogniuno fa 5 o 6 lavori diversi, come qui si è detto, senza nessuna incentivazione economica, anzi, abbassando sempre piu gli "obbiettivi" per ottenere due lire di sistema premiante. quando non si vuole colpire il singolo con sanzioni si colpisce la massa. Brunetta dice che non siu può aspettare 9 mesi per una tac, bene agisse dove si deve agire: i nostri tempi medi sono di 30 giorni di lavorazione, ora scesi a 20. quello che mi meraviglia è che il pescatore può anche gettare la lenza, ma che ci siano tanti fessi che abboccano alle ingiurie di Brunetta, questo è grave. Le assenze del privato non vengono "conteggiate" nello stesso modo che quelle del pubblico, ma questo nessuno lo sa. Non è che si possa fare comizi nei blog, ma che diavolo: come dice B. Grillo solo chi vuole rimanere ignorante lo può fare, con internet e i moderni mezzi di informazione ce n'è abbastanza per farsi un'idea realistica prima di aprire bocca e dare fiato.

saluti

8
21 Giu 2008
alle 21:28

Alessandro D'Angelo

 

Nel Blog, ci sono poesie di statali  del 1975- 2000, ma per leggerle bisogna cliccare il mese di maggio:

http://mercurio30.spaces.live.com/

7
21 Giu 2008
alle 21:19

Alessandro D'Angelo

Quando si parla di STATALE che LAVORA e va in pensione dopo  40 anni e 4 giorni con una pensione di 1025 EURO il mese, INDIGNA chiunque possa riflettere.

IL SANGUE DEL GIUSTO  LAVORATORE  STATALE  RICADA  SU CHI  NON  HA SAPUTO AGIRE NELLA POLITICA.

------

I vecchi furfanti non si sono accorti che si stanno aprendo, attraverso la loro ciecietà,  una grande strade verso una rivoluzione profonda.

Dovrebbero ricordare i "Signori" che chi fa del male a chi lavora, male sorte sarà per lui, ma per sempre!

6
06 Giu 2008
alle 11:02

grillo

I dipendenti statali sono gli UNICI a pagare TUTTE le tasse. Uno stipendio da fame dal quale lo stato PRELEVA quasi il 45%. E' l'unica categoria di lavoratori che è SOTTO STRETTA SORVEGLIANZA. lo stipendio medio? 1.100,00 € al mese, se va bene. la classe dirigente? dai 6.000,00€ in su di stipendio base, senza contare i vari "incarichi" e i vantaggi per la "popolarità". negli enti pubblici ci sono più generali che soldati. comniciate a ridurne gli stipendi. e date un'occhiata ai parlamentari in carica e in "pensione", onorevoli, portaborse, segretari dei segretari dei segretari ecc. basterebbe dare una bella sfoltita per risanare il debito pubblico. siamo governati da gentaglia "intoccabile".

5
17 Mag 2008
alle 22:21

Paolo

Io sono un dipendente statale. Ma lo sapete che la maggior parte di noi statali quando veniamo assunti dobbiamo andare a lavorare per anni centinaia di km lontano in quanto il posto vicino casa non c'è mai e tutto questo per soli 1200 euro al mese? Questo non lo sapevate ...?? Nel mio caso tra affitto mangiare e 4 suppellettili erano più i soldi che spendevo che quelli che guadagnavo, eppure ho resistito per mantenermi il posto di lavoro in quanto venivo da una provincia con altissimo tasso di disoccupazione. Vi domando, ma oggi per una paga da fame di 1200 Euro al mese cosa si dovrebbe dare il fondoschiena per farsi vedere che si lavora? Ma quanti imprenditori italiani ci sono che localizzano le produzioni nell'est europa o in Cina per speculare sul salario dei lavoratori ed arricchirsi? Come mai le leggi italiane permettono a questi signori di togliere il lavoro agli operai italiani in quanto hanno l'avidità di guadagnare il più possibile sfruttando la povera gente e poi si lamentano pure quando devono pagare le tasse?...E li vedi la domenica che ti ridono in faccia alla guida dei loro SUV...e sono i primi che parlano male dei dipendenti statali....signori miei l'impiegatino che ogni tanto si prende qualche giorno di malattia perchè gli servono per aggiustarsi il tetto di casa in quanto non può permettersi di chiamare un artigiano (che costa troppo) è l'ultimo dei mali...chi ha rovinato l'italia è stata l'avidità ed il menefreghismo della classe industriale italiana ...GLI IMPRENDITORI....ed anche gli artigiani che non pagano le tasse...non l'impiegato statale a 1200 euro al mese che paga le tasse in quanto gli vengono detratte dalla sua busta paga fino all'ultimo centesimo...CAPITO!!!!

4
17 Dic 2007
alle 14:26

eric

Statali inefficienti ? Sì ma non sempre è colpa dei dipendenti. Basta prendere l'esempio dei ricorsi in materia pensionistica di guerra che sono stati giacenti per oltre trent'anni presso la Corte dei Conti, proprio dall'Organo che dovrebbe sorvegliare a fini economici l'andamento della cosa pubblica. Ebbene dopo tanti decenni tali ricorsi sono stati accolti con notevole esborso da parte dello Stato che ha dovuto pagare anche gli interessi legali e da ultimo l'indennizzo per l'eccessiva durata del processo. Ogni commento è superfluo

3
19 Gen 2007
alle 08:16

A.T.

Si parla sempre di statali per cercare di colpire ingiustamente la massa di dipendenti che vive a poco piu' di 1.000 euro al mese, ma non si parla mai dei dirigenti che dovrebbero essere 'responsabili' della loro struttura e del loro operato. Questi soggetti spesso sono pagati 4-6.000 euro al mese, non posso licenziare, questo e' vero ma di norma non fanno il loro dovere, non contano il denaro in loro possesso, affidano denaro a ditte esterne senza valorizzare il personale interno. Del personale che fa parte del 'popolino' sottopagato e sottostipendiato fanno parte quegli individui che notoriamente sono 'raccomandati' e non fanno alcunche' -- inviati dagli stessi politici di destra e sinistra ad occupare un posto di lavoro per amicizia e non per merito. Di tutto questo non si parla ne' si dice niente. Ci sono poi tante categorie di privilegiati, di dirigenti ed altro per le quali le recenti leggi producono aumenti sensibili di stipendio che vanno ben oltre l'inflazione a fronte di nessuna responsabilita' pratica. Ma... non colpiamo questi soggetti pagati profumatamente, la mannaia deve scendere sempre sullo statale da 1.000 euro; se lo stato (che tutti mungono prontamente per incentivi, sconti, finanziamenti) non va bene e' colpa loro,vero?

2
17 Dic 2006
alle 02:08

GS

Lo Stato in effetti non licenzia (vedi anche il mio post del 14 Dicembre), e questo e' un problema.
Il risultato e' uno spreco enorme di soldi e un apparato inefficiente, rallentato, che finisce con l'ostacolare invece che aiutare i cittadini e le loro libere iniziative. Quante volte abbiamo la sensazione che il burocrate, l'impiegato statale sia distratto, disinteressato, annoiato, addirittura supponente, arrogante, e comunque ostile? E questo ben prima che questi sia oggettivamente disonesto, cosa che comunque avviene in una minoranza esigua di casi.

Il punto e' che una societa' libera non puo' permettersi di trascinarsi dietro questa palla al piede di privilegiati costosi e inutili.

Hai ragione che il disonesto, il ladro, dovrebbe essere istantaneamente rimosso dal sistema. Concordo. Penso pero' che il problema sia ancora piu' grave perche' il sistema non prevede neppure incentivi/disincentivi per aumentare la qualita' del servizio. In altre parole, lo Stato misconosce il concetto di meritocrazia al suo interno.

Volete l'ideologo di questo stato mentale? Andate a bussare alla porta dei sindacati..

GS

1
16 Dic 2006
alle 11:55

gian paolo salandin

E' tutto vero: licenziamo i nullafacenti. Ma in Italia il problema è un altro. Sembra una battuta di spirito se si pensa che nell'amministrazione statale allargata (dipendenti pubblici e di enti parastatali, di società ex Iri privatizzate) non si è praticamente mai sentito che un "malfattore" (ladro, pedofilo, truffatore, concussore, corrotto) sia stato licenziato. In genere la notizia si interrompe al fatto che il Dipendente è stato sospeso dal servizio, poi il buio assoluto, con l'omertà anche dei giornali, la compiacente confusione sindacale artefatta di chi dice che il dipendente pubblico non si può licenziare. Penso che se il Governatore della Banca d'Italia trafugasse l'intero lotto delle riserve auree si troverebbe il modo di allontanarlo dal servizio solo dopo aver concordato una grossa liquidazione contrattuale con adeguato prepensionamento. Il problema dei dipendenti pubblici è questo, non altro. Come pensa il bardatissimo Prof. Ichino dall'alto di qualche autority di addomesticare questa "mafia" che deriva forse dall'allargamento dell'immunità parlamentare a tutto il codazzo dei servi e gabellieri di stato? Cominciamo a sussurrare che chi ruba i bagagli negli aeroporti, chi incassa tangenti, chi è condannato per pedofilia, chi si "aumenta fraudolentemente lo stipendio" è licenziato "in tronco" (si dice così mi pare). Poi penseremo a quelli che sono lavativi e forse non servirà buttare soldi per nuove autority. Una grande verità è che il numero non piccolo dei disonesti gode della sostanziale solidarietà della massa (più rilevante) dei lavativi e dei sindacati che difendono in modo esagerato l'intangibilità del posto di lavoro.
In qualsiasi azienda privata chi è sorpreso in fallo viene licenziato e in molti casi (per colpe anche lievi) convinto a dare le dimissioni per evitare il processo. I Generali della Guardia di Finanza diventati celebri nella Gesta di Tangentopoli sono stati riammessi in servizio (con pagamento arretrati sospesi e avanzamento di grado maturato, al massimo trasferiti ad altro reparto). Purtroppo debbo ammettere che da buon democratico posso solo constatare che il numero degli italiani che sono d'accordo su tale impostazione è limitato, tanto che nessun partito politico fa di questi argomenti un tema vivo, una proposta efficace (per l'ovvio motivo che "perderebbe voti"). Occorre discutere politicamente. A mio avviso - è non è un paradosso - abbiamo risolto da anni anche questo problema all'italiana, legalizzando il furto e le malversazioni e la disorganizzazione dei dipendenti pubblici come fatto di costume non evitabile.
Gradirei un commento.
Gian Paolo Salandin

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Articoli più letti

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere