Orizzonte Liberale finisce qui, purtroppo. Il tempo che sono disposto a dedicare alla scrittura e' diminuito sempre piu', a causa sia della bimba nata a Dicembre che dell'intensificarsi del mio lavoro di ricerca. Il punto e' che non riesco a scrivere con la frequenza che vorrei, e che e' richiesta dalla redazione di Blogosfere. Ecco perche' sono costretto a chiudere questa meravigliosa esperienza.
Ho ideato Orizzonte Liberale ben tre anni e mezzo fa, duranti i quali ho commentato insieme a voi tre importanti elezioni (2006, 2008 and 2009). Tra i post che considero piu' significativi restano certamente le interviste esclusive (Martino, Ostellino, Della Vedova, Capezzone) e la lettera aperta a Berlusconi. Ho messo il mio sincero entusiasmo in ognuno dei piu' di 500 post scritti in questi anni, ma forse e' la categoria "ideologia e liberismo" che considero la piu' rappresentativa dei miei pensieri di liberale.
Il mio sogno resta un'Italia liberale, matura e meritocratica. Orizzonte Liberale mi ha certamente aiutato a mettere a fuoco alcune tematiche che ora fanno parte della mia cultura personale, ma al tempo stesso mi ha reso piu' pessimista sulla realizzabilita' di una vera e propria rivoluzione liberale nel nostro Paese. Troppa diffidenza verso l'individuo e le sue aspirazioni, troppo appiattimento verso uno statalismo soffocante ed un dirigismo castrante.
Non credo che smettero' completamente di scrivere sulla politica e la societa' del nostro Paese. Semplicemente, per la ragioni dette, lo strumento non sara' piu' Orizzonte Liberale. Novita' su possibili futuri miei interventi saranno postati sulla mia pagina Facebook. E' una discutibile abitudine di Blogosfere affidare blog smessi a nuovi autori. Spero che questa non sara' la sorte di OL, ma se dovesse accadere la firma dei post ovviamente non sara' piu' "Ditemi voi. GS".
Che aggiungere? Siamo proprio alle ultime battute. In bocca al lupo a tutti quanti e grazie mile per i vostri milleottocentosessantatre commenti!
Ditemi voi.
GS
Sono appena rientrato da un congresso scientifico internazionale, uno di quelli cui partecipo con una certa regolarita’ per il mio lavoro di ricerca. Come sempre, considero vagamente umiliante leggere sul mio cartellino di delegato le lettere “U.S.A.” sotto il mio nome. Io sono a tutti gli effetti un cittadino Italiano, nato, cresciuto ed educato per la maggiorparte della mia vita accademica in Italia. Ovviamente devo moltissimo all’apertura mentale della comunita’ scientifica americana che ha di fatto reso possibile la mia ricerca, ma sarei piu’ soddisfatto se sul quel cartellino ci fosse la parola “Italia”.
Cominciamo col dire un dato di fatto, poi passeremo alle cose opinabili.
I risultati delle Europee ormai li conoscete, ed i commenti dei politologi affermati pure. Proviamo allora a ragionare su un dato che e' stato piu' tralasciato di altri, cioe' il ruolo che i sondaggi pre-elettorali hanno avuto in queste elezioni.
Berlusconi e Franceschini hanno parlato. Hanno fatto i loro comizi, i consueti bagni di folla al mercato, hanno stretto mani e baciato bambini. Sono anche gia' passati entrambi a rendere omaggio a Vespa, serio ciambellano della Terza Camera. Quella televisiva, quella che forse conta di piu', oggi in Italia. Bene, il rito si e' concluso, ora tocca agli elettori.






