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Lug 0911

L'ultimo post di Orizzonte Liberale

Pubblicato da Giovanni Sena alle 04:12 in


Orizzonte Liberale finisce qui, purtroppo. Il tempo che sono disposto a dedicare alla scrittura e' diminuito sempre piu', a causa sia della bimba nata a Dicembre che dell'intensificarsi del mio lavoro di ricerca. Il punto e' che non riesco a scrivere con la frequenza che vorrei, e che e' richiesta dalla redazione di Blogosfere. Ecco perche' sono costretto a chiudere questa meravigliosa esperienza.

Ho ideato Orizzonte Liberale ben tre anni e mezzo fa, duranti i quali ho commentato insieme a voi tre importanti elezioni (2006, 2008 and 2009). Tra i post che considero piu' significativi restano certamente le interviste esclusive (Martino, Ostellino, Della Vedova, Capezzone) e la lettera aperta a Berlusconi. Ho messo il mio sincero entusiasmo in ognuno dei piu' di 500 post scritti in questi anni, ma forse e' la categoria "ideologia e liberismo" che considero la piu' rappresentativa dei miei pensieri di liberale.

Il mio sogno resta un'Italia liberale, matura e meritocratica. Orizzonte Liberale mi ha certamente aiutato a mettere a fuoco alcune tematiche che ora fanno parte della mia cultura personale, ma al tempo stesso mi ha reso piu' pessimista sulla realizzabilita' di una vera e propria rivoluzione liberale nel nostro Paese. Troppa diffidenza verso l'individuo e le sue aspirazioni, troppo appiattimento verso uno statalismo soffocante ed un dirigismo castrante.

Non credo che smettero' completamente di scrivere sulla politica e la societa' del nostro Paese. Semplicemente, per la ragioni dette, lo strumento non sara' piu' Orizzonte Liberale. Novita' su possibili futuri miei interventi saranno postati sulla mia pagina Facebook. E' una discutibile abitudine di Blogosfere affidare blog smessi a nuovi autori. Spero che questa non sara' la sorte di OL, ma se dovesse accadere la firma dei post ovviamente non sara' piu' "Ditemi voi. GS".

Che aggiungere? Siamo proprio alle ultime battute. In bocca al lupo a tutti quanti e grazie mile per i vostri milleottocentosessantatre commenti!

Ditemi voi.

GS

Lug 09 7

Il problema della ricerca scientifica in Italia

Pubblicato da Giovanni Sena alle 05:07 in Vicende nazionali


Sono appena rientrato da un congresso scientifico internazionale, uno di quelli cui partecipo con una certa regolarita’ per il mio lavoro di ricerca. Come sempre, considero vagamente umiliante leggere sul mio cartellino di delegato le lettere “U.S.A.” sotto il mio nome. Io sono a tutti gli effetti un cittadino Italiano, nato, cresciuto ed educato per la maggiorparte della mia vita accademica in Italia. Ovviamente devo moltissimo all’apertura mentale della comunita’ scientifica americana che ha di fatto reso possibile la mia ricerca, ma sarei piu’ soddisfatto se sul quel cartellino ci fosse la parola “Italia”.

 

Parli con i tuoi colleghi, siano essi Americani, Inglesi, Tedeschi, Spagnoli o altro e prima o poi ti accorgi dell’incongruenza. Dopo anni di esperienza all’estero, la maggiorparte dei ricercatori che incontro tornano a lavorare nel proprio Paese. C’e’ chi si lamenta piu’ di altri delle condizioni, chi e’ piu’ fortunato e chi meno, ma bene o male per loro l’idea di riportare la propria esperienza  nel proprio Paese e’ tanto naturale quanto possibile.

Per gli Italiani no.

 

Questo e’ un danno incommensurabile che l’Italia reca a se' stessa. Ci si lamenta spesso dello stereotipo che il mondo ha del nostro Paese. Molti di voi (e talvolta anche io) e’ pronto senza esitazione ad accusare Berlusconi di danneggiare l’immagine dell’Italia all’estero. Eppure io vi dico che il fatto che da noi sia cosi’ difficile fare ricerca ad alto livello, che i nostri ricercatori di valore siano quotidianamente ostacolati se non addirittura allontanati (o tenuti lontano), tutto questo e’ un danno ancora peggiore.

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Giu 0919

Lo statista

Pubblicato da Giovanni Sena alle 03:22 in Vicende nazionali


Cominciamo col dire un dato di fatto, poi passeremo alle cose opinabili.

Il punto di partenza e' che sta oggettivamente diventando sempre piu' difficile difendere il nostro attuale Presidente del Consiglio all'estero. L'opinione che di lui si ha fuori dall'Italia e' gia' bassina, ma il pettegolezzo a sfondo sessuale che rimbalza sulle pagine di importanti giornali stranieri diventa la mazzata finale. Non si puo' piu' discutere con le faccette divertite che la mattina ti chiedono lumi sulle ultime scappatelle di Mr.Berlusconi (nel frattempo trasformate da ipotesi a certezza, ovviamente). Quando lo straniero legge sul New York Times o l'Economist che la moglie di Mr. Berlusconi vuole divorziare perche' il marito se la fa con le minorenni, o che il Presidente del Consiglio presenta alle Europee candidature di ex-modelle, ex-veline (che poi vengono interpretate come pin-up girls, piu' o meno), o ancora che organizza festini a luci rosse nelle proprie ville... beh diventa poi difficile fare pacatamente notare che di alcune di queste situazioni non vi sono prove oggettive (minorenni) e che di altre sono fatti della vita privata di Mr. Berlusconi che non dovrebbero interferire con il giudizio politico.

Il fatto e' che mentre in Italia non diamo troppa importanza a cio' che i nostri giornali pubblicano, perche' abbiamo imparato che la qualita' del giornalismo nostrano e' bassa, all'estero a cio' che c'e' scritto sul giornale la gente ci crede. E allora ci ritroviamo, agli occhi dell'opnione pubblica mondiale, con un Presidente del Consiglio nel migliore dei casi cafone e nel peggiore puttaniere.

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Giu 09 9

Il sondaggista ha fallito. Perche?

Pubblicato da Giovanni Sena alle 06:08 in Elezioni 2009


I risultati delle Europee ormai li conoscete, ed i commenti dei politologi affermati pure. Proviamo allora a ragionare su un dato che e' stato piu' tralasciato di altri, cioe' il ruolo che i sondaggi pre-elettorali hanno avuto in queste elezioni.

Berlusconi era certo di raggiungere il 40%, forse anche il 45%. Un risultato che certamente avrebbe avuto del clamoroso. La cosa curiosa e' che nelle edizioni passate i sondaggi commissionati privatamente da Berlusconi si erano sempre rivelati esatti. Se c'e' una cosa che il Cavaliere ha sempre saputo fare e' quella di annusare con precisione le posizioni degli elettori. Questa volta sembra aver fallito, e non di poco. Come mai? Sarebbe sciocco liquidare la faccenda come se fosse stata una battuta, come se quel 40% l'avesse solo buttato li' per fare impressione, dunque ci deve esssere una spiegazione piu' convincente, piu' razionale.

E' evidente che se le dichiarazioni di voto per il PdL arrivavano a superare il 40% ed i voti effettivi sono rimasti al 35%, molti in questo campo hanno poi cambiato idea. Come mai? Forse alcuni si sono astenuti (o hanno votato altri) perche' gli attacchi personali al premier hanno avuto qualche effetto, oppure perche' nauseati da una campagna elettorale dominata dal pettegolezzo e dai paparazzi (complice l'opposizione che ha soffiato sul fuoco, ma ancora di piu' chi il fuoco lo ha appicato, cioe' i giornalisti).

Una lettura piu' interessante e' quella che guarda all'influenza del sondaggio stesso sul voto reale.

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Giu 09 5

Franceschini e Berlusconi a Porta a Porta. Tiriamo le somme.

Pubblicato da Giovanni Sena alle 01:23 in Elezioni 2009


Berlusconi e Franceschini hanno parlato. Hanno fatto i loro comizi, i consueti bagni di folla al mercato, hanno stretto mani e baciato bambini. Sono anche gia' passati entrambi a rendere omaggio a Vespa, serio ciambellano della Terza Camera. Quella televisiva, quella che forse conta di piu', oggi in Italia. Bene, il rito si e' concluso, ora tocca agli elettori.

Cosa abbiamo tratto da questa campagna elettorale? Se togliamo le cialtronate delle veline, delle Noemi, delle mogli gelose, degli aerei di Stato, cosa rimane? Cosa hanno detto, di politicamente rilevante, Berlusconi e Franceschini? Poco, pochissimo. E soprattutto molto poco hanno detto sull'Europa, su quali fronti il rispettivo partito lottera' al Parlamento Europeo. Ho seguito con attenzione gli interventi di Franceschini e Berlusconi a Porta a Porta, ed alla fine mi e' parso che Berlusconi abbia detto un po' di piu'.

Il tutto si puo' riassumere in pochissime battute.

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